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Lucchese in ansia per Franco

Lucchese in ansia per Franco

Oggi il responso ecografico stabilirà se lo stiramento all’adduttore della gamba destra costringerà il leader del centrocampo a dare forfait nel match di sabato con il Rimini

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LUCCA. Sarà l’ecografia di stamani a dire se lo stiramento all’adduttore della gamba destra rimediato da Domenico Franco, il metronomo rossonero uscito dopo dieci minuti dall’Attilio Pavesi di Fiorenzuola, dovrà costringere il calciatore a disertare la partita di sabato al Porta Elisa (ore 17,30) contro il Rimini reduce da una vittoria sul velluto con l’ottimo Olbia con il tandem Vono-Santini capace di realizzare tre reti. Il rischio che l’ex centrocampista del Monopoli debba saltare una gara importante, forse uno spartiacque, come quella contro i romagnoli è decisamente alto e la speranza è che il mediano possa recuperare nel più breve tempo possibile. Per il resto, eccezion fatta per il portiere Coletta e il difensore Pirola, stanno tutti bene e da stamani Maraia e i suoi ragazzi dovranno pensare alla prossima sfida non prima di riguardare i filmati relativi al ko con i rossoneri emiliani onde evitare di commettere gli stessi errori contro i biancorossi di Gaburro, formazione assai più accreditata.

Volontari cercasi Lascia sorpresi un comunicato a firma del presidente rossonero che lancia un appello ai tifosi che vogliono dare una mano alla Lucchese: «Siamo disponibili ad accogliere tutti i tifosi che vogliono darci una mano. Le cose da fare sono tante e noi abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Sono già tanti i nostri collaboratori che ci aiutano a portare avanti le varie mansioni ( da quelle più difficili a quelle più semplici) mettendo a disposizione di tutti le proprie conoscenze e capacità lavorative. In tanti ci dedicano già il loro tempo libero, facendo del volontariato per la propria squadra di calcio, ma siamo comunque a disposizione ad accogliere tutti i tifosi che vogliono darci anche loro una mano. Tutti insieme uniti possiamo continuare camminare sulla strada rossonera». Di solito queste richieste sono una regola nel mondo dei dilettanti dove il principio solidaristico è preponderante. Raramente ne abbiamo notate nei club professionistici. Ma i tempi sono quelli che sono. Tra l’altro lo stesso presidente sulle pietose condizioni del manto erboso (quanto rimpiangiamo la risemina e il lavoro del buon Renzo Reni) spiega che il manto erboso è stato attaccato a luglio da un batterio che creava chiazze mangiando l’erba: «Siamo intervenuti per debellare il batterio alla radice con la Sofisport che ha effettuato il lavoro di estirpazione della malattia con trattamenti mirati, provvedendo poi alla risemina e alla concimazione. Purtroppo però le calde temperature estive non ci hanno aiutato nonostante la continua mole di acqua utilizzata per annaffiarlo. Comprendo le critiche, ma il tempo a disposizione non gioca a nostro favore».

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