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Serie C

Lucchese spreca cinque palle gol e il Fiorenzuola incassa i tre punti

di Luca Tronchetti
Lucchese spreca cinque palle gol e il Fiorenzuola incassa i tre punti

Rossoneri puniti su rigore dopo una serie di clamorosi errori davanti al portiere. Secondo ko esterno maturato contro una formazione che gioca palla a terra

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FIORENZUOLA (PC). Uno stop inatteso che brucia, e non poco, per l’enorme quantità di palle gol sprecate (ne abbiamo contate almeno cinque) e perché l’avversario, per carità rapido e veloce con palla a terra ma decisamente ingenuo e vulnerabile nel pacchetto arretrato, non era così scorbutico e difficile da affrontare. Una Lucchese priva del necessario cinismo sotto porta, ma quel che è peggio senza una vera identità. Tanti solisti e nessun direttore d’orchestra. E adesso che il playmaker Franco, dopo neanche dieci minuti è dovuto uscire per noie muscolari, non si vede all’orizzonte chi possa prendere per mano una squadra formata da elementi importanti, molti di categoria superiore, ma decisamente a corto di preparazione. Il vero Di Quinzio non avrebbe «toppato» il gentile regalo concesso dal «centrale per caso» Quaini sparando addosso a Battaiola quando aveva il tempo per piazzare la sfera nell’angolo più lontano, un Semprini semplicemente decente non si sarebbe fatto ipnotizzare per due volte dal portiere biondo platino del Fiorenzuola e Mastalli in condizione non avrebbe arrancato come accaduto ogni volta che è entrato in campo. In più la difesa, che doveva essere il punto d forza, nelle quattro partite disputate ha sempre subito gol. Che la Lucchese non sia sta fortunata lo hanno visto tutti. Ma è altrettanto innegabile che i continui cambi di modulo (dal 3-5-2 iniziale al 4-4-2 con cambi in corsa sino al forcing finale con il 3-3-4) e di interpreti creano confusione in campo. La decisione, nella ripresa, di inserire Bruzzaniti (un esterno) al posto del «pennellone» Romero, che sulle palle inattive poteva diventare un potenziale pericolo per la retroguardia emiliana, lascia un po’ stupiti e non è serve alla causa tanto che il mister prima spedisce in campo Rizzo Pinna (il più in forma del gruppo) e poi una punta vera come Ravasio che combina poco o nulla. Ma nonostante il forcing che produce il palo del baby Quirini, schierato dall’inizio e che a gioco lungo si rivela tra i più positivi, nella seconda parte della ripresa i rossoneri di casa, capaci di costruire dal basso con l’onnipresente Stronati e di esaltare le doti di corsa dell’ex Sartore e dell’ala Morello, rischiano di chiudere la sfida mantenutasi in vita sino al minuto 95 in virtù del gol su rigore segnato dal capitano del Fiorenzuola dopo un fallo di mani in area di D’Alena su un’acrobazia di Currarino. Sabato i rossoneri sono attesi di nuovo al Porta Elisa con un avversario in palla con il Rimini che ha rifilato tre sberle all’Olbia. Una partita da non sbagliare.


 

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