Italia
Tifosi “tiepidi” sulle sorti rossonere: «Aspettiamo le prime 10 giornate»
I 335 abbonamenti certificano come l’entusiasmo non sia alle stelle
LUCCA. Aspettare le prime dieci giornate per capire quale ruolo la Lucchese, assemblata di rincorsa e con un cambio di strategia sul mercato operato alla fine di agosto, possa recitare in questo campionato. È questo lo stato d’animo che serpeggia, a 48 ore dal debutto casalingo contro l’Imolese degli ex Bensaja, De Feo e Zanini, tra gli esponenti della tifoseria rossonera. I 335 abbonamenti complessivi certificano come l’entusiasmo non sia quello dei giorni migliori anche a causa dell’ennesima estate caratterizzata da mancati passaggi societari e restyling completo della rosa.
«Per come si era messa la prima fase di calciomercato, complice la querelle legata alla trattativa con Scali, gli ultimi acquisti hanno raddrizzato la situazione – dice Luca Borghetti, alias il professore rossonero –. Ancora una volta abbiamo assistito a una ricostruzione quasi da zero. Quello di Di Quinzio è stato l’innesto che mi ha maggiormente colpito, ma ora spetterà al campo dirci quale sarà il valore di questa squadra. Credo che dovremo aspettare almeno dieci partite per intuire dove potrà arrivare la Lucchese. Lo stesso vale per Maraia, alla prima esperienza lontano da Pontedera e in una piazza del blasone di Lucca».
Non risparmia critiche alla società, invece, Giambattista Martini, presidente del club Marlia Rossonera. «Onestamente nutro poca fiducia nell’attuale dirigenza: c’è un motivo perché gli abbonamenti si sono fermati a quota 335 – dice Martini – Anche con il sottoscritto ci sono stati degli episodi spiacevoli, mancando di umiltà. Lottare per una salvezza in C, inoltre, non si addice a una piazza come Lucca. Non è un problema di categoria, perché ai tempi di Maestrelli, quando eravamo in terza serie, la dirigenza era formata da personaggi del calibro di Paolo Bianchi e Pino Vitale. La Lucchese vista a Reggio Emilia può ambire alla salvezza, di più no».
Giulio Castagnoli, altro rappresentante della tifoseria rossonera, allarga lo sguardo anche al futuro societario. «A questi dirigenti sarò sempre grato per aver riportato la Lucchese nel calcio professionistico, ma credo che sia arrivato il momento di valutare un cambio societario – dice Castagnoli –. Del resto anche il presidente Vichi aveva detto che questa compagine più di così non può fare. La nostra città sta vivendo una fase espansiva a livello internazionale e sarebbe l’ora che crescesse anche nel calcio. Non so ancora dove potrà arrivare questa Lucchese. Ci vogliono 5-6 giornate per individuare l’undici base».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
