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Tau: Cristiani, il debuttante sulle orme di Alvini che studia Mou e Max

Luca Tronchetti
Pietro Cristiani
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Pietro Cristiani

Fedele all’amaranto dalla Prima Categoria all D

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ALTOPASCIO. La vita comincia a 40 anni. E per Pietro Cristiani – segno zodiacale gemelli, squadra del cuore Inter, idolo della gioventù Lothar Matthaus, ex calciatore dilettante con il chiodo fisso del pallone – il sogno di fare di questo sport una professione inizia a materializzarsi anche se, da padre responsabile di due bimbi piccoli, per adesso prosegue con la politica dei due forni con il “campo” e “l’erba” come minimo comun denominatore: la mattina il lavoro di agronomo nell’azienda di famiglia, al pomeriggio a dirigere in tuta i suoi ragazzi del Tau Calcio. D’altronde, per un dilettante che ha iniziato ad allenare sette anni fa raggiungere un traguardo così prestigioso non è cosa di poco conto. E Pietro Cristiani da Santa Croce sull’Arno, nato e cresciuto a Staffoli sogna un giorno di imitare un altro personaggio che vive non troppo distante e che, dopo 22 anni partendo dai dilettanti, oggi siede su una panchina di serie A: Massimiliano Alvini da Fucecchio allenatore della Cremonese. «Benedico il giorno che ho fatto la scelta di venire al Tau Calcio che all’epoca militava in Prima Categoria. Grazie a uno staff tecnico di prim’ordine sono cresciuto e voglio continuare a farlo. Siamo una neopromossa, giochiamo in una categoria importante e in un girone difficile, ma sono certo che con l’unità d’intenti riusciremo a far bene».

Sono affari di famiglia Pietro Cristiani, Staffoli e il fratello Enrico. «Staffoli è casa mia. Mio nonno Terzino Pretini è stato socio fondatore del club e mio babbo ha incoraggiato la mia passione e quella di mio fratello Enrico che fa l’avvocato, ma che come me è fissato con il calcio e l’anno scorso era sulla panchina del Signa e ora è a Castelfiorentino. É bravo e preparato e spero coroni il sogno di salire di categoria con la sua squadra». Da calciatore Cristiani era un difensore centrale. Una carriera spesa quasi interamente a Staffoli salvo due parentesi a Galleno e con la Cerretese. «Nel 2015 quando lo Staffoli ha vinto il campionato di Prima ed è salita in Promozione mi sono fatto male nella sfida Seano-Staffoli. Frattura di tibia e perone della gamba destra. Avevo 33 anni. Ho deciso di allenare gli Juniores per una stagione in attesa di riprendere a giocare. Ma il dolore restava e così ho deciso di passare dall’altra parte della barricata. Ho ricevuto subito la chiamata del Pian del Bosco in Seconda categoria e con una squadra zeppa di under abbiamo conquistato la semifinale playoff». Nella stagione 2017-18 la svolta: il Tau Calcio. Due anni in Prima con due finali playoff perse. Poi l’acquisto del titolo del Vorno e lo sbarco in Eccellenza: «Sono state tre stagioni di crescita. Nel 2020 eravamo al terzo posto quando il Covid ha interrotto la stagione, nel 2021 ci siamo piazzati quarti con una squadra giovane ponendo le basi per la galoppata del 2022. Il momento più bello? L’indimenticabile vittoria con il Livorno al Porta Elisa di fronte a oltre 2000 spettatori».

Moduli ed esempi Cristiani non è un integralista. «Il modulo di riferimento è il 4-2-3-1, ma l’anno scorso e anche quest’anno partiremo con il 4-4-2 con un centrocampo a rombo che può trasformarsi anche in 4-3-1-2. Mi piace variare a seconda degli avversari. Curo molto i particolari e sono affascinato da Mourinho, ilpiù grande di tutti, Max Allegri e Stefano Pioli che con il Milan gioca il calcio migliore della serie A. Il mio Tau Calcio? Con la Fezzanese in Coppa abbiamo avuto un assaggio di questa nuova categoria. Dobbiamo adattarci in fretta e trovare l’amalgama con i tanti elementi nuovi che la società mi ha messo a disposizione non ultimo Cesaretti, un top player per la categoria. Affronteremo piazze di blasone come Livorno, Arezzo, Grosseto, ma non dobbiamo avere timori reverenziali. In fondo il campo è uguale per tutti: 110x65». Tanti gli ex professionisti in rosa, ma Cristiani cita due elementi fondamentali: Anzilotti e Antoni: «Il nostro metronomo unisce grande abnegazione a una straordinaria intelligenza calcistica, la mezzala invece ha grandi potenzialità e per me è un piacere vederlo giocare».

La sfida di campionato La trasferta di domenica al Malservisi con il Follonica Gavorrano e di quelle da far tremare i polsi: «Affrontiamo una delle squadre candidate alla C. La forza dell’avversario non ci permetterà cali di tensione e sono certo che affronteremo i locali carichi, concentrati e motivati. Rientrerà anche il nostro portiere Carcani».

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