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Lucchese, il presidente Vichi: «Giorni surreali. D’ora in poi le trattative le farò io»

Michele Masotti
Lucchese, il presidente Vichi: «Giorni surreali. D’ora in poi le trattative le farò io»

Il numero uno rossonero: «Andiamo avanti ma non potremo fare più di così»

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LUCCA. Ancora tu ma non dovevamo vederci più, cantava nel 1976 l'intramontabile Lucio Battisti. Naufragata clamorosamente la trattativa fiume con la famiglia Scali, interessata per la seconda volta a un club professionistico italiano senza mai andare a dama, saranno i quattro vecchi soci a impostare la stagione 2022-23. Ma il presidente Alessandro Vichi, protagonista della conferenza stampa nella quale ha ricostruito gli avvenimenti della scorsa e cervellotica settimana (diventato un evergreen estivo a cui, purtroppo, i tifosi rossoneri sono da tanti anni abituati) non ha escluso nuove trattative, anche con cordate che erano state accantonate dopo aver dato la precedenza alla pista australiana. «Sono stati giorni surreali per come si è sviluppata la vicenda, alla luce delle motivazioni addette da Scali per non arrivare alla conclusione della cessione del club – afferma Vichi –. Siamo rimasti stupiti come in Australia si siano accorti a inizio luglio della presenza del conflitto in Ucraina e della pandemia, iniziata due anni fa. Siamo rimasti fermi, come da accordi presi con i potenziali acquirenti, per un mese sia nell’organizzazione societaria che nell’allestimento della rosa. Ora dobbiamo ripartire da zero, anche a livello di marketing».

Al numero uno rossonero, i timori fondati che qualcosa non quadrasse si sono palesati a metà della scorsa settimana. «La continua richiesta di documenti, peraltro già esaminati, unita allo slittamento delle due diligence mi hanno fatto pensare – prosegue Vichi –. Colgo l’occasione per ringraziare delle parole espresse nei nostri confronti da Nicola Alvaro, colui che sarebbe dovuto essere il nuovo amministratore delegato: non erano per niente dovute. Su altri professionisti del gruppo Scali avrei da ridire. Abbiamo lasciato andare altre trattative, che secondo noi avevano delle lacune, poiché ritenevamo che la rotta australiana fosse quella migliore per il futuro del club. Andremo avanti noi senza problemi ma, bene specificarlo, non potremo fare più di quanto fatto finora. Sul progetto stadio, che andrà avanti, la famiglia Scali aveva chiesto una modifica del contratto per non aver un vincolo sulla partecipazione o meno agli investimenti sul Porta Elisa».

Pare assodato che, nonostante le smentite di facciata dei protagonisti, l'infelice esito della vicenda e il modo in cui sono state condotte le trattative ha lasciato degli strascichi se è vero che Vichi ha annunciato una sorta di separazione, netta, dei ruoli. «Della parte tecnica se ne occuperà esclusivamente Daniele Deoma, tornato da due giorni a lavorare continuamente per allestire la rosa e scegliere l'allenatore giusto – elenca Vichi –. Parte organizzativa e ricerca di sponsor spetteranno a Mario Santoro mentre, da oggi, sarò io a trattare la cessione della maggioranza o di quote del club. Russo? Oggi (ieri per chi legge ndr) è assente per motivi famigliari ma resterà un socio della Lucchese. Deve capire, però, che eventuali trattative saranno portate avanti solo da chi è deputato a farlo. Quanto al capitale societario, lo aumenteremo di comune accordo con il sindaco revisore e Covisoc». Il presidente Vichi, che non risparmia una stoccata a Guido Pagliuca augurandogli di terminare il campionato a Siena, cerca di fare chiarezza sull’ammontare del debito della Lucchese. «L'indebitamento, come riconosciuto dalle due diligence, è inferiore a 1,6 milioni – puntualizza Vichi –. Per quanto riguarda lo staff tecnico, saranno sicuramente dei nostri Simone Angeli e Alvaro Vannucchi mentre sia Stefano Fracassi che il preparatore atletico Riccardo Guidi devono fare i conti con alcune problematiche lavorative. A breve, inoltre, ci incontreremo con il medico Tambellini».

Capitolo finale dedicato al calciomercato. Come anticipato dal Tirreno, è arrivata la firma sul contratto biennale di Manuel Alagna, interessante jolly difensivo ventenne reduce da una buona stagione nella Fermana. Vicino l'arrivo in prestito dal Milan del centravanti Tonin, così come c'è da segnalare il ritorno di fiamma per il difensore centrale Lorenzo Masetti, proprietà del Pisa. Per quanto riguarda il rebus allenatore, molto probabilmente il direttore sportivo Daniele Deoma, che sta lavorando senza sosta, lo risolverà tra sabato e inizio della prossima settimana. In lizza Contini, Scazzola, Totò Di Natale, Maraia e Banchieri. Possibile che il ritiro di Corfino non inizi lunedì.


 

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