Attenzione
Lucchese, niente Scali verso Lucca: l’imprenditore resta in Australia
La trattativa salta definitivamente dopo mesi di verifiche e controlli. Ora i soci sono soli
LUCCA. Venerdì pomeriggio tutti avevano capito che la famiglia Scali dopo quattro mesi di tira e molla, di verifiche, richieste di acquistare lo storico marchio, controlli nei bilanci, «due diligence», nomina di un giovanissimo amministratore delegato e via discorrendo, si stava clamorosamente tirando indietro. E meno di 24 ore dopo è arrivata la certezza dell’addio dei calabro-australiani con una mail che Il Tirreno non ha ricevuto, ma che gentilmente ci ha inviato la Lucchese 1905. Il passo d’addio di questa famiglia di imprenditori del mobile che, com’era accaduto già nel 2015 con la Reggina, si era tirata indietro a tempo scaduto. La dimostrazione, se ancora ve ne fosse bisogno, che l’aforisma di un certo Otto Von Bismarck, il cancelliere di ferro fondatore dell’impero tedesco, ha ancora un fondo di verità: «Ciò che è straniero ha sempre per noi una certa aria signorile». Per investire in Italia e nella Lucchese servono soldi e non chiacchiere. Inutile fare voli pindarici. E se gli imprenditori locali non sono disposti a farlo è difficile credere alle favole perché i sogni muoiono all’alba. La domanda sorge spontanea: perché non valutare meglio altre proposte come quella di Pasquale Cassese della Pc Distribution o, per tempo, quella dei soci fiorentini-campani che da sette mesi cercano di capire l’entità del debito per poi rilevare il club? Dispiace dirlo, ma Russo, in collaborazione con il presidente Vichi, ha la sua responsabilità su una scelta infelice.
La mail di Scali Una mail francamente poco comprensibile che tira in ballo la geopolitica e la crisi internazionale (va bene il fuso orario, ma l’invasione dell’Ucraina è del 24 febbraio e la pandemia è del 2020) già presenti quando è iniziata la trattativa: «L'intenzione è sempre stata quella di investire nel club in modo che possa svilupparsi in una delle squadre più conosciute in Italia, fornendo stabilità finanziaria sviluppando giocatori giovani, con l'obiettivo di portare la squadra in una divisione superiore che merita la città e la gente di Lucca. Sulla base dell'attuale situazione finanziaria del club è necessario un investimento significativo sia per un lungo periodo di tempo, che richiedono grandi risorse finanziarie. Per questo motivo, ho cercato di riunire un piccolo gruppo di investitori privati e riservati con sede in Australia, insieme a me e al team di gestione in Italia che, come gruppo, avrebbe fornito le risorse finanziarie e tecniche. Il tempo necessario per fare un'analisi completa dello stato finanziario attuale e a breve termine del club insieme a un solido piano aziendale è stato molto breve data la vicinanza della prossima stagione. Sfortunatamente il clima economico e geopolitico sempre più instabile e incerto sia in Europa che nella regione Asia-Pacifico, hanno fatto perdere fiducia ad alcuni di questi investitori non disposti a decidere immediatamente sull'acquisizione del club. É necessario molto più tempo per analizzare e pianificare . Vorrei augurare al club buona fortuna nell'immediato futuro e spero possiamo continuare a perseguire questo progetto mentre il club continua a operare nel suo formato attuale».
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