Il Tirreno

Lucca

Lucchese, la settimana decisiva per l’insediamento di Nicky Scali

Luca Tronchetti
Il presidente Alessandro Vichi  e il socio Bruno Russo
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Il presidente Alessandro Vichi e il socio Bruno Russo

La due diligence è andata bene e ultimati i dettagli a giorni è attesa la firma per il passaggio

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LUCCA. La verità è sempre illuminante e ci aiuta a essere coraggiosi. Un aforisma di Aldo Moro che serve a inquadrare la settimana che va a iniziare. Quella che, facendo i debiti scongiuri, dovrebbe portare la famiglia Scali – nel nome di Nicky Scali, uno dei figli del capostipite Nick Scali, 89 anni, che in Australia definiscono «lo zar del mobile» e che partito da Taurinova (Reggio Calabria) negli anni Cinquanta ha accumulato una discreta fortuna – a rilevare il 100% delle quote della Lucchese. Chi si aspetta novità per le prossime ore resterà deluso. La «due diligence» (la verifica dei dati del bilancio di una società) è praticamente completata. Vero, mancano alcuni dettagli, alcune formalità per definire le operazioni e arrivare alla firma. Ma, parafrasando Trapattoni, “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Meglio attendere ancora qualche giorno, forse 4-5, prima di dare per definito il passaggio di proprietà. Servirà ancora tempo prima di vedere Nicky Scali salire sull’aereo che da Sydney lo condurrà in Italia per diventare il plenipotenziario del club rossonero. La prima mossa? Dopo la firma del rogito dovrà sostituire la fideiussione liberando da qualsiasi obbligo-vincolo i quattro soci che dovrebbero farsi da parte.

Amministratore delegato

Da mesi è già stato formalizzato il nome dell’amministratore delegato, dell’uomo di fiducia della famiglia Scali, di colui che sceglierà il direttore sportivo e l’allenatore. Si tratta di Nicola Elia Alvaro, 28 anni, originario di Reggio Calabria e trapiantato a Milano dove da quasi tre anni presta la sua attività nel settore amministrativo dell’Althea, un gruppo che offre servizi integrati per cliniche e ospedali tra cui l’ospedale Maggiore di Milano e il Fatebenefratelli. La domanda sorge spontanea: cosa c’entra questo manager con il calcio? C’entra, perché Alvaro ha un passato da calciatore. Dalle giovanili del Catanzaro, al Bocale Calcio sino all’approdo il 31 agosto 2012 in serie A al Parma (presidente Tommaso Ghirardi) assieme a un altro calciatore della provincia reggina, Nicholas Antoni Modaffari, svincolato dal Carpi. Nessuno dei due riuscirà a giocare un minuto con i ducali e Alvaro a gennaio finirà nel Fondi in serie C2 senza mettere piede in campo. Ancora un paio di stagioni (Sangiuseppese e Hinterreggio) e poi la scelta di dedicarsi al lavoro. La passione però è rimasta e il manager dovrà scegliere il diesse e il prossimo allenatore della Lucchese.

L’allenatore Nella Pro Vercelli milita un giovane portiere classe 2003 che corrisponde al nome di Matteo Scali, australiano di Sydney che aveva militato nel vivaio del Sydney Fc nella A league-men. Un parente stretto dei nuovi proprietari? Se così fosse il connubio con la Pro Vercelli – vicina al Crotone del patron Vrenna, il re dei rifiuti della Calabria – sarebbe un elemento chiarificatore. Nel club piemontese – presieduto dal manager dei rifiuti biellese Franco Smerieri – due anni fa c’era un tecnico che nel 2021-22 guidava in B il Crotone: Francesco Modesto, 40 anni, crotonese, ex laterale che nel 2012 giocava nel Parma. Si tratta di semplici congetture. Staremo a vedere. l


 

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