Gioco
Lucchese ai canguri, la cordata australiana a un passo dall’accordo
Il leader è un imprenditore del settore mobili
LUCCA. La Lucchese sta per essere ceduta. E, forse a sorpresa, a spuntarla sarebbe la cordata australiana. Al vertice un imprenditore di origini calabresi, la cui famiglia si era trasferita prima a Melbourne e poi a Sydney negli anni Cinquanta, e nel tempo avrebbe dato vita a un impero nel settore dell’arredamento e dei mobili di pregio. Il genitore è stato infaticabile progettista, manager, designer di mobili di fattura ed importazione italiana che hanno acuito l’interesse degli italiani residenti in Australia e degli australiani nei confronti del design italiano e dei mobili in particolare. L’azienda dal 2004 sarebbe quotata in borsa e avrebbe almeno 26 punti vendita in tutta l’Australia e un fatturato che supera i 20 milioni di euro. Siamo davvero ai dettagli e assieme all’imprenditore che vive nella terra dei canguri ci sarebbero almeno tre professionisti – uno dei quali originario della Lombardia e che dovrebbe ricoprire un incarico apicale all’interno del club rossonero – pronti a supportarlo nelle lunghe assenze per seguire la sua attività in Oceania.
Un gruppo, quello facente capo all’imprenditore italo-australiano, che nel 2015 era stato vicino all’acquisto di un club importante finito in C – che sino a pochi anni prima aveva militato ininterrottamente dal 1996 al 2014 tra la A e la B – e che in quell’anno chiuse i battenti travolto dai debiti con la squadra costretta a ripartire dai dilettanti. Una passione, quella dell’imprenditore australiano, per il calcio che risale ad almeno 40 anni fa tanto che l’azienda è stata avvicinata in più circostanze al Club Marconi, prestigiosa società di serie A australiana in cui ha militato l’ex terzino del Milan e del Verona degli anni Ottanta-Novanta, Andrea Icardi. Il gruppo era venuto in contatto con la Lucchese e in particolare con il direttore generale nel febbraio scorso e una prima richiesta (intorno al milione) non era apparsa congrua.
Poi, a giugno e attraverso due intermediari, la cordata australiana si era rifatta viva (c’era stato anche un incontro con Lucca United per l’acquisto del nome e del marchio che non era andato in porto) e alla fine avrebbe trovato un accordo che, per chi vende, pare più convincente rispetto al gruppo dei due soci fiorentini (uno di origini campane) rappresentate da un ex calciatore di serie A che ha vinto uno scudetto e una Coppa Italia. Quel gruppo, contrariamente a quello australiano, vorrebbe effettuare un ulteriore passaggio in tribunale per avere una certificazione dell’esposizione debitoria alla presenza del sindaco revisore dei conti della Lucchese e solo a quel punto procedere all’acquisto del club. A questo punto la domanda sorge spontanea: Resteranno tutti o in parte gli attuali soci che dall’agosto 2019 hanno retto le sorti del club rossonero? Una cosa è certa: tutti dovranno dimettersi. A quel punto vedremo gli sviluppi.
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