Il dolore
Lucchese, giorni decisivi: la resa dei conti è vicina
Cessione imminente o mercato al risparmio. Le due cordate non mollano e sono pronte a rilevare il 100% delle quote
LUCCA. Una settimana, forse addirittura 96 ore, decisive per il futuro della Lucchese. I quattro soci alla pari (21%) – che assieme ad altri due amici (l’ex calciatore rossonero Gabriele Baraldi con l’11% e il commercialista Giovanni Mei con il 5%) – detengono interamente le quote che compongono il capitale sociale, dopo l’iscrizione al campionato di serie C 2022-23, hanno chiesto un sostegno economico – attraverso alcune missive recapitate ai destinatari nei giorni scorsi – evidentemente resosi necessario per poter affrontare almeno la prima parte della stagione senza patemi ad alcuni imprenditori che all’inizio dell’avventura avevano dato un importante contributo. Pare che, al momento, queste richieste siano rimaste inevase in tutto o in parte. La crisi economica batte forte e non è agevole per le imprese riuscire a mantenere certi impegni che, evidentemente, nel 2019 potevano essere presi senza troppi patemi.
La resa dei conti La cordata facente capo a due soci fiorentini (uno di origine campana) rappresentata da un ex famoso calciatore che ha militato a lungo in serie A dove ha vinto, tra l’altro, uno scudetto e una Coppa Italia attualmente pare essere in pole position. Si tratta di un gruppo neofita del calcio che avrebbe presentato una proposta scritta articolata e con un esborso maggiore rispetto a quella precisa e dettagliata fatta in passato della P.C. Distribution Spa di Pasquale Cassese. Il gruppo, con attività non solo in Toscana, preme per chiudere entro e non oltre la fine della settimana. Tra l’altro il patto di riservatezza della cordata, affacciatasi da oltre sei mesi attraverso i commercialisti che si sono interfacciati con il sindaco revisore della Lucchese per avere i documenti necessari, scade il 30 giugno a mezzanotte e da quella data i possibili investitori potrebbero anche rinunciare senza una risposta dell’attuale governance. Il programma del gruppo? Innanzitutto uno sviluppo importante del settore giovanile sul modello Empoli che possa nel giro di tre-quattro stagioni iniziare a dare copiosi frutti e poi la possibilità di assumere nel settore tecnico-sportivo un dirigente (ex calciatore di A e B) con esperienza di scouting internazionale.
L’altra cordata – rappresentata da un businessman australiano, origini italiane (toscocalabrese) e con professionisti romani vicini a imprenditori del settore edile – si sarebbe mostrata inizialmente verso febbraio-marzo offrendo circa un milione per poi rilanciare successivamente dopo che i professionisti il 6 giugno scorso hanno preso visione direttamente di conti e strutture. Resta da capire se fossero loro o altri soggetti che hanno chiesto insistentemente ai professionisti di Lucca United di acquisire nell’immediatezza – peraltro ricevendo risposta negativa – il marchio e il logo storico per un ipotetico lancio in grande stile del brand Lucchese. Capiremo se i rossoneri fossero in serie A (merchandising, strategie di marketing, ecc) ma stazionando nel secolo attuale tra la C e l’Eccellenza siamo molto perplessi sulla fondamentale necessità dell’acquisto.
Dirigenti a Milano La prima mossa del dg Santoro e del ds Deoma era quella di salire a Milano per cercare di definire – assieme a Paolo Danzé, ex calciatore di Torino e Pavia e responsabile del Milan U18 e U19 – il rinnovo del prestito del centrocampista Marco Frigerio e l’arrivo, sempre con la stessa formula, dell’attaccante Riccardo Tonin, l’anno scorso a Cesena dove ha giocato con il contagocce e, caso più complesso, quello del difensore Gabriele Bellodi in questa stagione all’Alessandria. Dalla Lucchese farebbe il percorso inverso Ettore Quirini, difensore del 2003, che l’anno scorso ha debuttato in C nell’ultima sfida in casa contro la Pistoiese. Dopo Jonathan Bitep al Napoli, un altro rossonero verso la serie A. l
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