Italia
Uno stakanovista sulla fascia: ora Corsinelli è una garanzia
Arrivato dal Bari, è il giocatore di movimento più presente tra i rossoneri «Abbiamo recuperato il terreno perduto grazie al nostro grande gruppo»
Michele Masotti
LUCCA. Ingaggiato dal Bari per diventare il padrone della fascia destra rossonera, Francesco Corsinelli è diventato intoccabile nell’undici di Guido Pagliuca. Il classe 1997 ha disputato 20 match, per un totale di 1.817’ che lo rendono il calciatore di movimento della Lucchese più presente.
Nato calcisticamente nel Centrolido National, una delle migliori realtà versiliesi di settore giovanile che da qualche anno non esiste più, per Corsinelli si tratta di un ritorno a Lucca. «Per un anno e mezzo avevo militato nel vivaio della Lucchese, prima che rimanessi svincolato dopo il secondo fallimento – ricorda –. Dopo il passaggio all’Esperia Viareggio, sono poi approdato nel settore giovanile del Genoa. Sono stati quattro anni formativi per la mia crescita, sia come calciatore che come uomo. Tutti i mister che ho avuto, da Fascetti a Stellini, il primo a impiegarmi come quinto di destra, hanno arricchito il mio bagaglio». Aggregato più volte con la prima squadra, all’epoca allenata da Gasperini, Corsinelli ricorda l’umiltà dei protagonisti di quel team. «Se un giovane era teso, a stemperare la tensione ci pensavano Izzo, Perin e Pavoletti. Ricordo con piacere come l’attaccante livornese mi abbia chiesto, in più di una circostanza, se avessi bisogno di un passaggio per tornare a Viareggio».
Nella scorsa estate ecco la trattativa che ne ha sancito l’approdo alla Lucchese. «Con il direttore Deoma abbiamo trovato rapidamente l’accordo dato che volevamo entrambi questo “matrimonio” – ha dichiarato Corsinelli –. Sono contento di essere arrivato in una piazza importante come Lucca e, al tempo stesso, di essermi riavvicinato alla famiglia dopo stagioni in giro per l’Italia. Voglio ringraziare i miei genitori e la mia compagna per il supporto ricevuto in questi anni. In avvio di campionato abbiamo pagato la partenza in ritardo, recuperando il terreno perduto grazie al gruppo che si è venuto a creare. Per prima cosa dobbiamo centrare la salvezza, poi vedremo cosa potrà offrirci il campionato».
Di Pagliuca, così come hanno fatto diversi suoi compagni, il classe 1997 traccia un ritratto lusinghiero. «È l’allenatore con il quale, da quando sono professionista, mi sono trovato meglio – è il parere del classe 1997 che ama trascorrere il proprio tempo viaggiando e andando mangiare fuori con la propria compagna –. Stiamo parlando di una persona vera che riesce a tirare fuori da ogni giocatore il massimo».
Sul girone di ritorno che attende la Lucchese Corsinelli ha le idee chiare. «Sarà tutto un altro campionato con i punti che varranno doppio. Come successo a Olbia, basta un solo episodio per svoltare una partita», mette in guardia i suoi compagni il laterale viareggino. «Siamo consapevoli che nessun avversario ci abbia mai messo sotto sul piano della manovra. Come risolvere il mal di gol? Per me dobbiamo essere più precisi nell’ultimo passaggio, con l’apporto che dovrà essere fornito da tutta la squadra, a partire dai difensori».
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