Gioco
Nannini, il terzino emulo di Theo Hernandez dopo la gavetta in D vuole stupire in rossonero
Dalle giovanili all’esperienza con la Sangiovannese: «Ma con Pagliuca in panchina so di poter migliorare ancora»
Michele Masotti
Lucca. Primo rossonero a compiere gli anni in questo 2022, due giorni fa sono diventati ventitre, Cosimo Nannini è pronto a regalare alla Lucchese una seconda parte di stagione ad alti livelli. Arrivato nel calciomercato estivo dal Bari assieme a Corsinelli, il calciatore nativo di Bagni a Ripoli ma residente ad Incisa in Val d’Arno, è stato tra gli elementi più impiegati da Guido Pagliuca prima che un infortunio, occorsogli nel match interno dello scorso 10 ottobre contro la Vis Pesaro, ne rallentasse parzialmente la crescita. Dal vittorioso derby contro il Siena, complici anche i guai fisici che hanno colpito Papini, Nannini ha ripreso il suo posto sulla fascia sinistra. Terzino a cui piace affondare nella difesa avversaria, non a caso il modello da prendere a spunto è il milanista Theo Hernandez, Nannini ha totalizzato 14 presenze agli ordini del tecnico cecinese. Sebbene sia stato allenato da trainer del calibro di Franzini, Cornacchini e D’Agostino, il terzino è rimasto rapito dal modo di allenare del condottiero della Pantera. «Pagliuca, senza nulla togliere agli altri con cui ho avuto un ottimo rapporto, è il più preparato sul piano tattico. A livello mentale lavora tantissimo per fare in modo che ogni giocatore si spinga oltre il limite. Grazie ai suoi insegnamenti sto crescendo molto sul piano della personalità».
Sino all’età di sei anni ha militato nella scuola calcio del suo paese e poi per otto anni è stato nel settore giovanile della Fiorentina per poi compiere una parantesi, piuttosto travagliata per problemi fisici, alla Berretti del Prato. Poi la scelta, rivelatasi azzeccata, di percorrere la strada della D nella Sangiovannese. «In maglia biancazzurra ho trovato un tecnico come Agostino Iacobelli, già incrociato a Firenze, fondamentale per la mia crescita – ricorda il numero sei rossonero- A mio avviso per i giovani sarebbe più opportuno tuffarsi subito in un campionato duro ma istruttivo come la D anziché completare il ciclo di due anni in Berretti. Anche se il minutaggio potrebbe non essere alto, ritengo che un giovane possa crescere maggiormente».
A San Giovanni Valdarno Nannini ha giocato assieme a Federico Papini, suo compagno di casa e “competitor” per una maglia da di titolare nella difesa rossonera. «Sono convinto che la concorrenza debba essere vissuta in maniera serena. E poi si parla di un amico vero come Federico. Aver giocatori di qualità nei soliti ruoli fa soltanto bene alla squadra».
L’ottimo rendimento nel girone di andata offerto dalla Lucchese non induce il giovane laterale fiorentino a compiere voli pindarici sull’obiettivo finale da raggiungere. «Dobbiamo pensare a crescere di partita in partita, lavorando sodo in ogni allenamento. – dice Nannini – L’obiettivo primario della salvezza non ci sfuggirà e una volta centrato quello magari potremo toglierci qualche ulteriore soddisfazione. Dal mio punto di vista spero di giocare più partite possibile». Al di là delle qualità tecniche, Cosimo Nannini è la dimostrazione di come si possa fare il professionista senza tralasciare gli studi. «Nello scorso novembre ho conseguito la laurea in scienze motorie attraverso un’università telematica. Fino al termine del campionato ho deciso di prendermi una pausa dai libri. Fuori dal campo, preferisco a una serie tv una bella cena con amici». Sulla gestione della pandemia ha un’idea ben precisa: «Dobbiamo focalizzarci sugli allenamenti, tenendo presente che, a regola, martedì torneremo in campo contro l’Imolese. Non è semplice, ma dobbiamo essere bravi ad isolarci dal mondo esterno. Fuori dal campo sta a noi essere responsabili».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
