Il dolore
La Lucchese e tutta la Lega Pro sono state fermate dal Covid
La decisione è stata presa da Francesco Ghirelli, presidente della Serie C Salta la trasferta dei rossoneri al Manuzzi di Cesena: si giocherà il 2 febbraio
Luca Tronchetti
Lucca. La pandemia ferma la Lega Pro. Le partite della seconda di ritorno dei tre gironi, in programma l’8 e il 9 gennaio, sono state rinviate al 2 febbraio a causa dell’emergenza Covid. Quindi la sfida tra Cesena e Lucchese si disputerà mercoledì 2 alle 21 allo stadio Manuzzi. La decisione è stata presa dal presidente della serie C Francesco Ghirelli, dopo i tantissimi casi di positività che hanno falcidiato quasi tutti i sessanta club e in modo particolare l’Imolese (stesso girone dei rossoneri) e la Triestina (girone A) che hanno registrato rispettivamente 18 e 20 casi di Covid tra calciatori, allenatori e preparatori atletici. Proprio l’aumento esponenziale dei casi ha indotto i vertici della Lega Pro allo stop. La preoccupazione per la situazione epidemiologica fa riflettere i vertici del calcio che adesso attendono, entro il 10 gennaio, il pronunciamento del Governo e le nuove disposizioni in materia di prevenzione. A forte rischio quindi anche la data della partita di recupero al Porta Elisa tra Lucchese e Imolese, programmata per l’11 gennaio alle 18 dopo il rinvio del 22 causa contagio di nove componenti della formazione rossoblù. Su quanto sta accadendo il dirigente rossonero Bruno Russo è in sintonia con le autorità calcistiche e sanitarie: «Ce lo aspettavamo e lo trovo giusto in questo momento dove non è chiaro chi è negativo e chi positivo, e soprattutto con la curva dei contagi legati alla variante Omicron in continua crescita. Non escluderei altri rinvii anche per la terza e forse la quarta giornata del girone di ritorno. Certo, sappiamo che questi spostamenti porteranno da febbraio in poi a giocare tre partite a distanza di una settimana l’una dall’altra con la possibilità di allenarsi poco. Ma è un rischio attenuato dall’alto numero dei componenti delle rose che può consentire almeno un minimo turnover. Importante è superare questo momento delicato senza rischiare l’incolumità e la salute degli atleti». Russo è tra i dirigenti sportivi favorevoli alla vaccinazione obbligatoria: «Sì, a mio avviso i professionisti del calcio si debbono vaccinare e se non lo fanno il loro datore di lavoro e quindi le società hanno il dovere di pretenderlo come condizione essenziale per poter essere tesserati in un club. Abbiamo visto che il vaccino è l’unica forma per sconfiggere o attenuare la malattia e quindi è fondamentale che tutti gli atleti ne prendano atto e si sottopongano al test sanitario. Devo dire che, contrariamente a quanto accade in altre società, nella Lucchese l’intero gruppo squadra si è vaccinato e non si registrano casi di no vax. Abbiamo avuto quattro giovani che sono risultati positivi e uno di loro si è già negativizzato tornando ad allenarsi con i compagni».
Per quanto riguarda il mercato è ancora presto per tracciare il quadro delle trattative in entrata e in uscita. Smentito qualsiasi contatto con l’Olbia per la punta King Udoh, c’è invece un interessamento per l’ex attaccante rossonero Tommaso Biasci.
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