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Coletta miglior portiere nel girone B di serie C grazie alle dieci partite senza aver subìto reti

Luca Tronchetti
Coletta miglior portiere nel girone B di serie C grazie alle dieci partite senza aver subìto reti

Bella rivincita per il portiere romano dopo un avvio difficile La sua imbattibilità è arrivata a toccare i 663 minuti  

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Luca Tronchetti

LUCCA. Sessantacinque presenze in tre stagioni condite da una promozione dalla D alla C nel 2020 e da un grave infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per oltre sei mesi nel 2021 coincisi, guarda caso, con la retrocessione nella A dei dilettanti mitigata dal ripescaggio che ha consentito alla Lucchese di disputare la stagione in corso di nuovo in Lega Pro. Jacopo Coletta, 29 anni, romano atipico, mai sopra le righe e dai modi gentili ed educati, capitano e unico superstite, assieme al difensore Federico Papini, del triennio della rinascita rossonera, risulta essere il miglior portiere del girone B della serie C grazie alle dieci partite, sulle diciotto disputate nel girone d’andata, senza aver subito gol. Una rivincita per questo ragazzo alto solamente 1,83 – in un mondo del calcio dove oggi i numeri 1 superano spesso 1,90 di altezza – ma capace di ipnotizzare spesso le punte avversarie. Il degno riscatto dopo un avvio di stagione decisamente tormentato. Dopo il grave infortunio che lo aveva messo fuori per tutto il girone di ritorno nella stagione 2020-21 non sembrava così certa neanche la sua conferma. Senza il ripescaggio e quindi con il campionato di serie D da disputare, un over tra i pali poteva risultare d’intralcio nella costruzione di una squadra che in quella categoria privilegia l’impiego degli under in porta a vantaggio dei calciatori di movimento negli altri reparti (difesa, centrocampo e attacco). Non solo.

Anche quando si è avuta la certezza del ripescaggio in Lega Pro, la società ha preferito non rischiare affiancandolo a un portiere altrettanto esperto come Tommaso Cucchietti, classe 1998, che aveva già giocato con continuità in C ad Alessandria e Gubbio. Anzi, a onor del vero gli addetti ai lavori indicavano nel lungo estremo difensore scuola Torino il titolare del ruolo con Coletta a coprirgli le spalle. Invece il tecnico Pagliuca ha deciso di iniziare la rifondazione schierando dall’inizio il portiere romano. E nelle prime otto giornate, eccezion fatta per il debutto in campionato al Galli di Imola, Coletta non è sembrato così sicuro e reattivo come apparso nelle prime due stagioni in maglia rossonera. Due gol subiti con il Cesena, altrettanti con la Virtus Entella e uno con l’Olbia avevano fatto vacillare la fiducia nei suoi confronti tanto che ad Ancona era stato schierato Cucchietti “bruciato” dalla sonora sconfitta e dai tre gol subiti. Ma anche nelle partite a seguire, Coletta, ripresosi il posto in squadra, non era apparso irreprensibile con Teramo, Modena, Vis Pesaro e Pontedera subendo una media di due reti a partita con qualche divergenza di vedute soprattutto in occasione della sconfitta con i marchigiani.

Ma Coletta alle polemiche, alle insufficienze in pagella, a qualche fischio di troppo, non ha mai fatto troppo caso. Ha continuato a lavorare sodo con il solito impegno e la solita serietà costruendo dalla decima giornata il suo piccolo grande record: dieci partite, due gol subiti a Reggio Emilia e un’imbattibilità che dura da 663 minuti (compreso il recupero delle 7 gare dal 6 novembre ad oggi). Il tutto condito da una grande umiltà e la gratitudine verso i compagni, la società e il mister.

Da un portiere a un altro. Ci ha lasciato nel giorno di Natale un amico della Lucchese. Mauro Isetto, classe 1948, ex portiere di serie C negli anni Settanta-Ottanta (Aquila Montevarchi, Sambenedettese, Casertana, Carrarese), figlio di Ivo (ex attaccante di serie A con Bari e Triestina negli anni Quaranta-Cinquanta) storico secondo di Piero Braglia che nella stagione 2007-08 che si concluse con il primo fallimento della storia della Lucchese con l’uomo d’affari siro armeno Fouzi Hadj come presidente. Una persona perbene, Isetto, bravissimo nella gestione dei rapporti all’interno dello spogliatoio e in grado di stemperare gli eccessi dell’allora trainer rossonero autentico specialista delle promozioni in B. Sino a tre-quattro anni fa aveva seguito Braglia nelle sue avventure in panchina. Poi, una malattia che non perdona, lo aveva costretto a distaccarsi dal calcio.

Intanto c’è un nuovo proprietario a Grosseto. Nicola Di Matteo, 67 anni, imprenditore edile originario di Villa Literno (Caserta) e residente da tempo nell’hinterland bolognese, accostato in passato e in più circostanze alla Lucchese, è il nuovo presidente del Grosseto. Sostituisce la famiglia Ceri e probabilmente modificherà l’assetto sportivo (staff tecnico e dirigenziale). Opera nel calcio da diversi anni ed è stato presidente di Centese, Imolese, azionista di minoranza della Spal, direttore del Santarcangelo e patron del Mantova. Nel 2017 aveva consegnato una proposta scritta, tramite Daniele Deoma (attuale diesse rossonero), ai soci di Lucchese Partecipazioni per acquisire la maggioranza della società sostenendo la sua disponibilità a investire 700mila euro in due anni. Ma alla fine la trattativa si arenò.

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di Redazione web