Il dolore
Lucchese sbatte contro un muro Grosseto regge e prende il punto
Rossoneri meno incisivi e dinamici frenati da un fondo del terreno in pessime condizioni e dall’ottima fase difensiva ospite
Luca Tronchetti
LUCCA. Quinto risultato utile consecutivo, due gol subiti in otto gare, Coletta che non prende gol 450 minuti, la classifica che inizia a farsi interessante con la zona playout che resta distante quattro punti e con una Lucchese che non ha mai perso un derby. Ci sarebbe di che rallegrarsi se non fosse che contro il Grosseto non si è vista la solita squadra dinamica e aggressive sulle corsie laterali in grado di macinare gioco e creare continue occasioni da rete regalando emozioni. Merito della formazione operaia di mister Magrini che erige un muro davanti al portiere Barosi e schiera un 3-5-2 a trazione posteriore con otto uomini sempre dietro la linea della palla o demerito dell’undici rossonero che sul piano della velocità, dell’estro, della compattezza, del dinamismo appare frenato come se i giocatori dovessero trascinare un aratro e fossero come bloccati da una forza oscura. Diciamo che la verità sta in mezzo e che, per come appare nel corso delle partite, il pesante terreno di gioco non agevola lo scorrere del pallone e nemmeno i movimenti offensivi dei calciatori. Che poi i rossoneri potessero incappare in una giornata storta era pure possibile anche se non dobbiamo dimenticare che in fase di possesso della palla la Lucchese ha sempre tenuto il pallino del gioco saldamente in mano pur mancando di lucidità e precisione nell’ultimo passaggio o in zona tiro. Dal canto loro i biancorossi ospiti, con una disposizione perfetta nella fase di non possesso, pur rinunciando a pungere e ad agire di rimessa visto che la casacca dell’estremo difensore dei padroni di casa è rimasta praticamente intonsa. Nelle file del Grosseto torna a giocare dall’inizio dopo quasi un anno la punta Boccardi che, nella sfida dello scorso anno, con una doppietta condannò i rossoneri alla sconfitta interna. Assente Shaka Mawuli per problemi muscolari il tecnico inserisce Picchi con Minala, ancora un po’ troppo lento in fase di impostazione, a fare il centrocampista centrale. La partita, nei minuti iniziali, pare un monologo della Lucchese. Frigerio prima e Belloni poi sfiorano il vantaggio con Fedato che pare particolarmente ispirato. Ma l’illusione di assistere a una goleada dura poco più di un quarto d’ora. Perché il robusto centrocampo biancorosso con Cretella e Vrdoljak che fanno valere muscoli e centimetri inizia a spezzare il gioco e a tenere lontana la palla dall’area di rigore. La partita diventa monotona e ripetitiva e si accende soltanto al minuto 37 quando ci pensa Pagliuca, con un inutile show, a ravvivarla e l’arbitro Fontani di Siena è lì apposta per allontanarlo dalla panchina e mandarlo anzitempo sotto la doccia. E sappiamo bene quale importanza rivesta la presenza a bordo campo del mister per i suoi giocatori. Un cartellino rosso che lo costringerà a disertare il derby di Pistoia in programma domenica. Chi spera che nella ripresa la Lucchese approcci la partita con una maggiore convinzione resta profondamente deluso. Lo schema del derby non cambia: padroni di casa a fare la partita, ospiti a contenere e provare (senza mai riuscirci per davvero) le ripartenze. Solo che adesso i ritmi calano ulteriormente e se non fosse per un paio di sgroppate del terzino destro Corsinelli prima per Belloni e poi per la testa di Nanni qualche spettatore finirebbe per annoiarsi a morte. Tra l’altro lo stesso terzino destro rossonero reclama per un intervento in area di Semeraro al limite del regolamento. La girandola delle sostituzioni niente aggiunge e niente toglie a quanto notato in campo sino a quell’istante e lo 0-0 è il risultato che rispecchia meglio di ogni altro quanto visto in campo con le squadre che fanno un passo avanti in classifica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
