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Zizzari, doppio ex «Faccio il tifo per il bel gioco»

Luca Tronchetti
Zizzari, doppio ex «Faccio il tifo per il bel gioco»

La punta è legata al Grosseto dove ha vinto un campionato «Avrei trionfato pure a Lucca, ma il presidente non pagava»

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Luca Tronchetti

LUCCA. A quarant’anni ha ancora voglia di corriere dietro a un pallone che è stato, continua a essere e sarà tutta la sua vita. Francesco Zizzari, 39 anni, attaccante di lungo corso, oggi si diverte a far gol in una squadra che milita nel campionato di Promozione: la Amici Miei. «Una formazione della zona di Agliana – racconta la punta che vive a Pistoia – che ha preso spunto dalla serie di film cult di Mario Monicelli. É partita qualche anno fa dalla Terza categoria e ha vinto due campionati. Gioco per divertirmi e per raggiungere un obiettivo ben preciso: 150 gol in carriera. Me ne mancano una decina. Se li metto a segno nel corso di quest’annata calcistica a fine stagione attacco gli scarpini al chiodo».

Grosseto e Lucchese, sono state due tappe importanti della sua carriera. In Maremma ha contribuito alla vittoria di un campionato con la storica promozione in B della stagione 2006-07 mentre a Lucca era arrivato per bissare il successo, ma ha dovuto fare i conti con una società fantasma.

Sfogliando l’album dei ricordi qual è la prima cosa che le viene in mente pensando al Grosseto.

«I 50 pullman in marcia verso Padova. Quasi cinquemila persone, in pratica tutto lo stadio Zecchini, che si trasferirono in massa verso il Veneto. Quel giorno il calcio a Grosseto raggiunse l’apoteosi. É stata una giornata memorabile che non scorderò mai. Vedere la gente, le bandiere, i cortei, mi riempì di gioia. Peccato che l’anno dopo non riuscì a indossare la maglia biancorossa tra i cadetti. Il mio cartellino era dello Spezia che per riscattarlo voleva tanti soldi dal Grosseto. Figurarsi se l’allora presidente Piero Camilli aveva intenzione di sganciare moneta sonante ad un’altra società concorrente. Dell’esperienza in Maremma ricordo mister Massimiliano Allegri che mi volle a tutti i costi perché l’anno precedente a Pistoia avevo fatto gol indossando la maglia degli orange. Il Grosseto aveva perso la serie B dopo lo spareggio con il Frosinone e quell’anno il patron Camilli non badò a spese per vincere il campionato. Con Allegri mi trovi molto bene, ma dopo sette-otto giornate il vulcanico presidente lo esonerò per prendere Antonello Cuccureddu. Diciamo che all’epoca Allegri non era ancora il gestore di uomini di adesso e pagò qualche problema caratteriale. Cuccureddu fu molto bravo nella gestione degli uomini e delle situazione e riuscì a dare una certa tranquillità. Ma sul piano del gioco e della preparazione atletica la mano di Allegri fu fondamentale per vincere quel campionato superando formazioni che oggi militerebbero tranquillamente in serie B. I tifosi del Grosseto? Quando da Pistoia venni trasferito in Maremma mi dissero che non avrei trovato un grande pubblico perché il calcio non era lo sport più seguito. Invece avevamo cinquemila persone ogni domenica e la gente ci incitava e ci applaudiva anche quando le cose non andavano bene».

Come arriva alla Lucchese?

«Lo Spezia, proprietario del mio cartellino, non mi tenne e si fece avanti la Lucchese. Ricordo che mi chiamò il ds Silvio Giusti e mi passò al telefono mister Piero Braglia che aveva appena vinto il campionato con il Pisa. Il club era ambizioso e giocare nel mitico Porta Elisa era stimolante. Seguendo anche i consigli del mio amico Geraldi, difensore rossonero con cui avevo giocato alcuni anni prima, mi convinsi della scelta. Era stato costruito uno squadrone per ammazzare il campionato. Eravamo coperti e competitivi in tutti i ruoli tanto che presero anche l’esterno d’attacco Cipolla, che l’anno prima era con me a Grosseto, per ricostituire la coppia offensiva. Insomma mi sentivo al centro di un progetto importante e vincente. Ma a fine ottobre capì subito che c’erano dei problemi. In poche parole non ricevemmo un euro di stipendio. Sperammo che le difficoltà del presidente fossero temporanee e il mister fece quadrato. Leggevamo che c’era poca chiarezza intorno a questo imprenditore siro-armeno. Difatti a novembre 4-5 di noi, quelli che avevano più mercato, vennero messi fuori rosa e a dicembre me ne tornai allo Spezia. Sanno tutti poi com’è andata a finire: Luchese penalizzata e fuori dai playoff e società fallita. Mi dispiace perché in occasione del mio primo e unico gol con la maglia della Lucchese al Porta Elisa contro il Martinafranca la presenza dei tifosi sugli spalti era massiccia e l’incitamento costante. Oltretutto a Lucca stavo bene perché la città è bellissima e la gente è discreta e non ti assilla».

Oggi chi vince il derby?

«Vorrei che a trionfare fosse il bel gioco e i tre punti andassero alla squadra che più lo merita. In cuor mio mi auguro che la sfida finisca in parità e che a fine stagione le due squadre festeggino la permanenza in C».

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