Sicurezza
«La malasorte ci perseguita tra infortuni, pali e gol annullati»
LUCCA. Sa di avere la fiducia della società – dal presidente al diesse Giammarioli, suo ex compagno di squadra ai tempi di Gubbio – ma quel penultimo posto in classifica per lui è come un pugno nello stomaco. Lamberto Magrini, 60 anni, icona del Grosseto e recordman di promozioni sulla panchina del Grifone, non si capacita della situazione in cui versano i biancorossi della Maremma che l’anno scorso furono la rivelazione del torneo ottenendo meritatamente l’accesso ai playoff: «Quella squadra – dice il trainer originario dell’Umbria, ma ormai toscano d’adozione – era reduce da una duplice promozione e per sette undicesimi i giocatori erano quelli e si conoscevano a memoria. Quest’anno abbiamo dovuto cambiare con l’inserimento di tanti giovani di prospettiva per avere una valorizzazione spinta (450 minuti in campo con 5 giovani under 21 in ogni partita) e sfortunatamente abbiamo avuto una serie di infortuni che ha colpito principalmente gli over (Gorelli, Dell’Agnello e De Silvestro) che avrebbero dovuto trascinare i ragazzi provenienti dai settori giovanili di A e B. Se a questo aggiungi i 5-6 pali e soprattutto i tre gol, a mio giudizio validi, ma annullati dall’arbitro con la squadra che era pervenuta al pari o era andata in vantaggio, allora capisce bene che la stagione è nata sotto una cattiva stella». Un Grosseto che se la cava bene dalla cintola in giù, ma che soffre tremendamente in fase di realizzazione: «Lo sappiamo bene. Da qualche settimana è rientrato Filippo Boccardi, un giocatore importante per noi (realizzò una doppietta al Porta Elisa e dovrebbe tornare proprio contro la Lucchese come titolare) che si era infortunato a gennaio, si è operato a luglio e probabilmente pensava di poter trovare spazio in formazioni di categoria superiore. Con lui e Moscati davanti in attesa del pieno recupero di Dell’Agnello spero che la squadra trovi i benefici in fase realizzativa in attesa del mercato di gennaio». La Lucchese è un brutto cliente per il Grifone maremmano: «Davanti piacerebbe anche a me disporre del talento di Belloni, Fedato e Semprini. Ma al di là delle punte stiamo parlando di una squadra ben costruita che ha assunto il carattere dinamico e battagliero del suo allenatore e che è destinata a qualcosa in più della salvezza. Mi auguro che il terreno di gioco non condizioni il derby anche se sono certo che sarà una battaglia a livello fisico in tutte le zone del campo. Il cambio del modulo? Sono passato alla difesa a tre che mi offre maggiori garanzie, ma a centrocampo potrei schierare anche il trequartista».
L. T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
