Gioco
Astor Lucca, una targa speciale e un libro ricordo degli anni d’oro
Il sindaco ha incontrato una delegazione di giocatori degli anni Sessanta e ha voluto una bozza del volume che raccoglie imprese, foto e giornali
Luca Tronchetti
LUCCA. L’Astor Lucca non morirà mai. Anzi, le imprese di quei ragazzi e di quel pezzo irripetibile di storia calcistica della città resteranno per sempre grazie a una targa che verrà posizionata all’ingresso del cancello dei vecchi spogliatoi del mitico campo Balilla sotto le Mura urbane. Una decisione benedetta dal sindaco Alessandro Tambellini che ha raccolto e sposato in pieno la richiesta e le iniziative portate avanti da un manipolo di ex ragazzi che hanno fatto la storia dell’Astor Lucca che dal 1949, inizialmente come formazione militante in Seconda categoria per poi nel 1956 diventare fucina di talenti del calcio giovanile lucchese, al 1968 dominarono la scena nei campionati toscani Allievi o Juniores sono rimasti in contatto. La scorsa settimana infatti una delegazione di ex giocatori dell’Astor – la squadra dei cattolici fondata da don Sirio Valoriani, parroco di San Paolino e grande appassionato di calcio – è stata ricevuta in Comune dal sindaco che si è detto entusiasta dell’idea e si occuperà personalmente della targa in ricordo di quel calcio proposto dall’Astor e dall’apposizione della stessa all’allora campo Balilla. «Non solo. – racconta Giancarlo Barberini che da decenni vive e lavora a Milano, ma non ha perso i contatti con gli ex compagni – Il sindaco ha voluto anche una bozza del libro che, una volta terminata la prefazione di Andrea Consorti, verrà dato alle stampe. Metteremo anche una foto con il primo cittadino che ringraziamo sentitamente». Il volume (quasi 150 pagine con foto, imprese, aneddoti, ritagli di giornali) s’intitolerà «Astor, una società di calcio, una storia, una leggenda». Copertina dell’artista-calciatore Adelindo Moriconi, testi di Luigi Petri e Marileno Dianda e ispirazione dello stesso Barberini.
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