La protesta
Lucchese, sul manto erboso del Porta Elisa nessun intervento importante da 20 anni
Il presidente Vichi: «Paghiamo un’impresa per la manutenzione ordinaria, ma abbiamo ereditato una situazione pesante»
Luca Tronchetti
LUCCA. Da 31 anni (9 dicembre 1990, serie B, Lucchese-Barletta) una partita giocata al Porta Elisa non veniva sospesa per impraticabilità di campo. Anche perché, stando agli esperti e agli addetti ai lavori, la struttura sotterranea del manto erboso resta tra le migliori d’Italia. Vero che sabato è venuta giù talmente tanta acqua che nessun terreno sarebbe riuscito a contenerla e che il direttore di gara non avrebbe nemmeno dovuto iniziare la contesa perché il rischio di infortuni per i 22 in campo era elevato tanto che, alla fine della prima frazione di gioco, due rossoneri sono svenuti negli spogliatoi. Ma è anche doveroso interrogarsi sullo stato in cui si trova il manto erboso del Porta Elisa che venne originato trent’anni fa e il cui ultimo rifacimento complessivo risale all’estate 2001. La domanda sorge spontanea: quanto possano incidere le condizioni del terreno di gioco sull'andamento di un incontro? E sul rendimento di una squadra? Per ogni formazione poter contare su un terreno affidabile e in ottimo stato è un punto fondamentale nel risultato di una stagione
Le caratteristiche. Scavando sotto il terreno di gioco del Porta Elisa troviamo uno strato di terra vegetale di ottima qualità a cui è stato aggiunta sabbia vulcanica per uno spessore di 30 centimetri a centrocampo e 25 all’altezza delle porte visto che i campi sportivi sono costruiti in pendenza. Nella terra vegetale è collocato l’impianto di smaltimento delle acque: tubi forati in plastica dello spesso di 70 centimetri a distanza di un metro l’uno dall’altro a partire dal cerchio di centrocampo sino ad arrivare alle aree di rigore. Sotto ai tubi c’è un sistema drenante con una stratificazione di 30 centimetri di ghiaia che porta via l’acqua che va a scaricarsi e a riempire il fossato sotto la curva. Apparentemente un impianto che dovrebbe funzionare come un orologio e impedire la formazione di piscine e pozzanghere.
Manutenzione. Si tratta quindi di un problema legato alla manutenzione. Se non viene effettuata dalle due alle quattro volte all’anno con bucatura del terreno in vari punti il manto erboso si compatta ad ogni taglio del prato dopo le partite e gli allenamenti. E a causa delle incalcolabili volte in cui i rulli passano sul campo per le operazioni di routine, il terreno sottostante il manto erboso diventa un unico blocco di terra pressata. Conseguenza naturale di questa situazione? Ogni giorno di pioggia l'acqua non viene assorbita stagnando per giorni in superficie. Indispensabile quindi le rigenerazione – effettuata a fine campionato – con un apposito macchinario che manda aria fin sotto la parte sabbiosa nel terreno in modo che l’acqua filtri meglio e non resti in superficie creando l’effetto nylon.
Parla il presidente Vichi. Sulla manutenzione ordinaria Alessandro Vichi fa chiarezza: «Anche stamani, come accade una volta ogni 7-8 giorni – dice il presidente della Lucchese – gli incaricati della Sofi Sport di Pisa vengono a rullare il terreno e riempire le buche formatesi con una speciale miscela di terra, composta da sabbia, terriccio di origine vulcanica e semi di erba. Il contratto di manutenzione ci costa 22-24mila euro l’anno. Quando nell’estate 2019 siamo entrati in possesso del Porta Elisa la situazione era drammatica: c’erano tubi rotti e l’impianto di irrigazione non funzionava. Purtroppo nelle condizioni di sabato il campo non regge e il derby con la Carrarese non si doveva giocare».
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