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Russo dopo la gara sospesa al Porta Elisa «Alla Lucchese serve uno stadio coperto»

Luca Tronchetti
Russo dopo la gara sospesa al Porta Elisa «Alla Lucchese serve uno stadio coperto»

Il dirigente rossonero rilancia sulla necessità del restyling a un impianto sportivo che fa acqua da tutte le parti

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Luca Tronchetti

LUCCA. Il campo ridotto a una piscina, i circa mille spettatori paganti (dovevano essere almeno 500 in più, ma le previsioni del tempo hanno consigliato tanti a restarsene a casa e a vedere la sfida su Sky oppure su Eleven Sport) tornati a casa bagnati fradici con raffreddore, tosse e influenza in agguato, la tribuna coperta inagibile con spettatori vip e osservatori anche di club di serie A costretti a trasferirsi in gradinata. No, così non va. Non può più andare alle soglie del 2022 con uno stadio costruito nel 1933 e che ormai, è il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti. Il dirigente Bruno Russo, totem rossonero, coglie la palla al balzo per tornare a parlare del restyling del Porta Elisa a un progetto che, con le necessarie modifiche richieste dai tecnici, deve assolutamente andare in porto se Lucca sportiva e la Lucchese vogliono davvero tornare ad assaporare il calcio proiettato verso il futuro, un calcio vero come quello degli anni Novanta e dell’era Maestrelli-Vitale-Orrico quando i colori rossoneri erano conosciuti e apprezzati in tutta Italia.

Russo analizza la situazione post derby: «Dopo che l’arbitro, con 45 minuti di ritardo, ha mandato tutti sotto la doccia, ho guardato gli spalti e ho dato un’occhiata al manto erboso. E ho immaginato un Porta Elisa interamente coperto e un campo di nuova generazione, una sorta di mix compatto in erba e in sintetico. La ristrutturazione dell’impianto avrebbe previsto che i tifosi di curva e di gradinata restassero all’asciutto e non costretti a prendersi una polmonite. E che i ventidue interpreti in campo potessero disputare un vero incontro di calcio e non una gara di pallanuoto. E a quella partita avrebbero assistito un numero ben maggiore di spettatori in sicurezza. E tante famiglie con i bambini».

Russo si rivolge ancora una volta alla politica, agli amministratori, alle persone di buona volontà che vogliono bene allo sport e al calcio a strisce rossonere: «Con l’Aurora Immobiliare stiamo preparando ulteriore documentazione (piano finanziario, nonostante siamo ancora in una fase preliminare e non decisionale del progetto) richiesta perché l'amministrazione possa portare avanti il progetto. Capisco che le amministrative siano alle porte, ma questa opportunità di poter ristrutturare e rendere fruibile tutto l’anno il nostro stadio non può essere lasciata nel dimenticatoio. Serve unità d’intenti e consapevolezza nel raggiungere un obiettivo di cui beneficia tutta la città e sarà un volano anche per le categorie economiche. Sono sincero: è imbarazzante per noi dirigenti dover trasferire in gradinata osservatori anche di squadre di serie A interessati a visionare qualche nostro giocatore piuttosto che addetti ai lavori perché la tribuna coperta è inagibile. Com’è imbarazzante doversi allenare sui campi di Porcari, tra l’altro con un esborso economico, perché non abbiamo strutture a disposizione. Faccio ancora una volta appello a tutte le persone coinvolte nel progetto affinché trovino le soluzioni giuste e si possa arrivare a una prima definizione del piano operativo».

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