La manifestazione
La Lucchese non rischia nulla e porta a casa un altro 0-0
Dopo Fermo e Gubbio, anche a Pescara la porta di Coletta resta inviolata con il capitano rossonero imbattuto da 360 minuti
Luca Tronchetti
Una parata dopo 55 secondi di Coletta e poi quasi cento minuti (compresi gli extra time della prima e della seconda frazione di gioco) in totale controllo senza mai correre rischi. Arriva così – dopo i pareggi a reti bianche ottenuti a Fermo e a Gubbio – il terzo 0-0 della stagione per una Lucchese che, con più coraggio e soprattutto con una punta centrale di ruolo, avrebbe potuto vincere la sfida contro il Pescara, una delle formazioni alla vigilia del torneo maggiormente accreditate alla promozione. Gli abruzzesi hanno deluso oltre il previsto. Vero che è in atto una contestazione nei confronti del presidente Sebastiani, vero che la squadra, nonostante il potenziale dell’organico, in queste sedici partite ha deluso sotto tutti i punti di vista, ma è anche vero che contro i rossoneri tifosi e addetti ai lavori si attendevano una reazione d’orgoglio se non altro in difesa del tecnico Gaetano Auteri da tempo sulla graticola e che, almeno a parole, patron Sebastiani continua a mantenere ben saldo sulla panchina biancazzurra nonostante le voci di un imminente arrivo di Massimo Oddo ancora sotto contratto. Invece il Pescara si è visto sporadicamente. A inizio partita con l’occasionissima capitata sui piedi del più giovane dei ventidue in campo, il diciottenne Veroli, che dall’area piccola si è fatto ipnotizzare dal capitano rossonero e nella ripresa – con l’ingresso in campo del «Loco» Ferrari, l’argentino bomber dei biancazzurri che di testa da buona posizione spedisce la sfera a pochi centimetri dal palo alla destra del numero 1 rossonero – quando i padroni di casa hanno preso in mano l’iniziativa senza mai trovare il bandolo della matassa e tirando un paio di volte da fuori senza convinzione.
I quattro punti conquistati con due delle sei sorelle (Siena e Pescara)– le squadre favorite alla vittoria del campionato – testimoniano, se ancora ve ne fosse bisogno, la bontà dell’impianto di gioco e la crescente personalità degli interpreti con i più giovani che hanno ancora ampi margini di miglioramento. Un pareggio che, nei minuti di recupero, poteva trasformarsi in un’impresa epica se il centrale abruzzese Drudi, autore di un errore in disimpegno da ultimo uomo, non avesse steso il neo entrato Babbi pronto ad involarsi a rete finendo anzitempo sotto la doccia, ma evitando al Pescara l’amaro calice della sconfitta interna. Una prestazione importante quella della compagine rossonera con Pagliuca che torna al 4-3-1-2 inserendo Minala a fare da metronomo di centrocampo con Frigerio e Visconti braccetti della mediana mentre davanti Semprini rientra e viene preferito a Nanni. Auteri risponde con il tradizionale 3-4-3, ma lascia in panchina Ferrari e soprattutto manda in campo sei under 21 bocciando alcuni giocatori esperti (Valdifiori e Galano su tutti) e dando pieni poteri a una banda di ragazzini terribili guidata dal metronomo Pompetti e dagli infaticabili esterni Chiarella e Nzita. Giovani di grande potenzialità, ma ancora un po’ acerbi. Prova ne sia che sugli esterni Nannini, ma soprattutto Corsinelli, ottimo in entrambe le fasi, riescono a rintuzzare e ripartire mentre in mezzo al campo Minala, forse ancora un po’ sotto ritmo, non si fa mai sorprendere chiudendo e rilanciando con grande mestiere. I problemi semmai nascono sul fronte offensivo dove Semprini riceve pochi palloni e Fedato riesce a rendersi pericoloso soltanto in fase di rifinitura. Nella seconda parte della ripresa il tecnico biancazzurro cambia assetto tattico passando al 3-4-1-2 con Memushaj e poi Rizzo alle spalle di Ferrari e D’Ursi. Ma Pagliuca intuisce tutto e si copre con la difesa a cinque grazie all’ingresso di Baldan. In campo non accade più nulla se non al triplice fischio quando si accende un parapiglia. Brandi esce con il volto insanguinato, Rizzo, molto nervoso, viene espulso.
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