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Lucchese, serve una vittoria a Pescara per diventare la regina della Toscana

Luca Tronchetti
Lucchese, serve una vittoria a Pescara per diventare la regina della Toscana

Espugnando lo stadio Adriatico, la squadra di Pagliuca scavalcherebbe il Siena a quota 23 conquistando il primato regionale

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Luca Tronchetti

LUCCA. Alzi la mano chi avrebbe pensato a inizio stagione di trovare la Lucchese a 21 punti in classifica in piena zona playoff dopo quindici giornate di campionato. Certo, questa squadra è stata costruita con acume e intelligenza per stare alla larga dagli ultimi cinque posti in classifica e su questo non c’erano molti dubbi sin dalla costruzione dell’organico. Almeno da parte de Il Tirreno. Ma vedere una squadra che gioca bene, a tratti entusiasma e riesce a imporsi anche contro formazioni che hanno un budget molto più alto (leggasi Siena) fa bene al cuore e avvicina quei tifosi rossoneri con le pile scariche dopo la retrocessione dello scorso anno. Non solo. Proprio il ko interno dei bianconeri del Palio a opera del derelitto Grosseto (mister Magrini ha salvato la panchina) che inchioda la squadra di Maddaloni (alla terza sconfitta in cinque partite) a 23 punti, stuzzica la fantasia più recondita degli sportivi. Perché in caso di vittoria all’Adriatico-Cornacchia di Pescara la vecchia Pantera tornerebbe a ruggire come nei tempi lontani portandosi a quota 24 e diventando la regina del Granducato di Toscana, la formazione che tiene alto il nome della regione in un girone ad oggi dominato dall’Emilia Romagna con Reggiana, Modena e Cesena che paiono fare corsa a sé. Un’ipotesi più che un sogno. Perché il Pescara – oggi la società e il presidente saranno contestati prima della partita dai tifosi di gradinata – è la più grande delusione del torneo e la squadra rischia di sfaldarsi intorno alla figura del controverso allenatore che pare non avere più la fiducia dell’intero gruppo, specie dei veterani, e punti tutto o quasi sugli under. Ma di questa possibilità – che farebbe aumentare il numero degli spettatori presenti sugli spalti del Porta Elisa – non ditelo a mister Pagliuca che, giustamente, predica umiltà e prudenza e intanto studia anche la notte nuove alchimie tattiche per imbrigliare i più quotati avversari. Lui, più che i problemi degli altri, guarda in casa sua. E l’assenza di Eklu Shaka Mawuli, specie in trasferta, pesa eccome. Il ghanese è sempre riuscito con le sue lunghe leve e il grande senso della posizione a calamitare decine di palloni e a rendere ardua l’altrui manovra. Sostituirlo non sarà semplice. Ma Pagliuca ha già in mente un piano per bloccare le iniziative di Memushaj e soci. In mezzo al campo giostrerà il camerunense Minala che contro il Siena si è ben disimpegnato e accanto a lui ci sarà il rientrante Frigerio e uno tra l’esperto Picchi e il frizzante Visconti. Per il resto verso la conferma il pacchetto arretrato che nelle ultime sette partite ha subito soltanto quattro reti. Coletta in porta, Corsinelli e Nannini sugli esterni, Bachini e Bellich al centro con Baldan, che torna dopo un mese di stop, pronto a dare il suo contributo dalla panchina. Davanti, accanto a Belloni e Fedato, Pagliuca sfoglia la margherita: via libera al bomber Semprini, rimasto fuori con il Siena a titolo precauzionale, o fiducia a Nanni, nazionale di San Marino. La decisione sarà presa all’ultimo tuffo. Intanto sono previsti un centinaio di tifosi al seguito della squadra. Un segnale incoraggiante.

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