Il Tirreno

Lucca

i due mister 

Nell’unico precedente tra i due amici il mediano prevalse sul terzino

Luca Tronchetti

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LUCCA. Massimiliano Maddaloni e Guido Pagliuca, così diversi, così vicini. Un’amicizia iniziata nell’estate del 2005 e che va avanti senza interruzioni da sedici anni. Prima di quell’incontro – decisivo per entrambi – i due si erano visti in campo. 15 aprile 1995, campionato di serie C2, partita Rimini-Cecina. Maddaloni centromediano con la maglia numero 6 dei biancorossi romagnoli, Pagliuca terzino sinistro con la casacca numero 3 del Cecina. Finì 2-0 per i padroni di casa con un gol per tempo. Sorride Maddaloni: «Ora che me lo rammenta ricordo bene quella partita. Io ero un centrocampista votato alla costruzione del gioco che tre anni e mezzo dopo smisi per la rottura di un tendine e iniziai subito ad allenare, lui era un terzino davvero molto scarso che non la prendeva mai». Battute a parte, il tecnico del Siena ricorda con piacere il primo incontro con il mister rossonero. «Estate 2005. Mi contatta il presidente del Cecina che milita in C2 e firmo per il club rossoblù. I soldi sono pochi e non danno l’opportunità di portarmi dietro un collaboratore. Sono in campo da una settimana per gli allenamenti della squadra e vedo in tribuna un ragazzo che prende appunti. Lo vedo il primo giorno, il secondo, il terzo. Chiedo a un dirigente informazioni su di lui e mi dicono che il tecnico degli Allievi e si chiama Guido Pagliuca. Viene a vedere il nostro allenamento alle 14,30 e resta al campo sino a tarda sera perché la sua squadra inizia la seduta alle 17,30». Qualche giorno dopo Maddaloni si avvicina a Pagliuca seduto in tribuna. «Visto che vieni tutti i giorni che ne diresti di farmi da secondo?». Inutile immaginare la faccia dell’attuale tecnico della Lucchese. Per lui era come toccare il cielo con un dito: «E ho fatto la scelta giusta. Guido è davvero molto bravo: un vero studioso del calcio. Quando lasciai Cecina e la proprietà mi chiese un parere su Pagliuca non feci fatica a dire che poteva tranquillamente continuare da solo in panchina perché era un predestinato». E nel corso degli anni, nonostante percorsi diametralmente opposti, Maddaloni e Pagliuca hanno proseguito a sentirsi: «L’ultima volta due mesi fa, prima che iniziassi la mia avventura a Siena. La Lucchese era reduce da una sconfitta interna con la Vis Pesaro e mi chiese dei consigli. Qualche dritta gliel’ho data: spero che adesso non mi si ritorca contro».

Luca Tronchetti

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