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Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO 

Maddaloni e il ricordo di Maradona «A 18 anni m’invitò al compleanno»

Luca Tronchetti
Maddaloni e il ricordo di Maradona «A 18 anni m’invitò al compleanno»

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LUCCA. Dopo dieci anni è tornato a sedersi su una panchina di Lega Pro. Dal Carpi al Siena con la benedizione di Marcello Lippi, tecnico campione del Mondo del 2006 e suo autentico mentore visti i sei anni trascorsi come collaboratore prima alla Juventus e poi in Cina. Massimiliano Maddaloni, 55 anni, centrocampista di origini partenopee trapiantato in Versilia, è al debutto al Porta Elisa. «Ci sono stato da tifoso, seduto sui gradoni dello stadio, e da osservatore. Ma da calciatore o da tecnico. Nel primo caso avrei avuto l’opportunità quando ventunenne militavo nel Rimini, ma l’allenatore non mi convocò. Nel secondo invece non ne ho mai avuto l’opportunità perché in quel periodo la Lucchese era in B e io ero all’inizio e guidavo le giovanile del Viareggio». Oggi alle 17,30 il suo Siena (6 in punti in 3 partite da quando ha rimpiazzato Alberto Gilardino in panchina) affronta la formazione del suo amico Pagliuca: «Una partita complicata in un campo difficile contro una formazione che gioca un ottimo calcio. Dobbiamo interpretarla al meglio soprattutto avendo consapevolezza dei nostri mezzi e prendendo piena coscienza della nostra forza. Guardi, io devo fare i complimenti al precedente mister perché ho trovato un gruppo unito, sempre al pezzo e in ottime condizioni fisiche. Per migliorarci ulteriormente devo convincere i giocatori ad acquisire una mentalità vincente perché la rosa che ho a disposizione è molto importante per la categoria. Come ho trovato la C dopo tanti anni? La qualità è ancora alta anche se le generazioni dei giovani sono cambiate e il modo di interpretare la carriera è condizionato dagli ingaggi e dai contratti con i club di serie A che poi prestano il giocatore nelle categorie inferiori. La crescita deriva molto dalla capacità mentale di affrontare le diverse situazione senza accontentarsi del fattore economico. E lì si capisce chi potrà ambire ad una carriera importante».

Tifoso del Napoli, collaboratore oltre di Lippi anche di Donadoni e Cannavaro, il suo idolo non poteva essere che Diego Armando Maradona: «Il ricordo più bello? Avevo 18 anni e mi allenavo con la squadra Primavera e durante una seduta con i titolari. Era la mattina del 30 ottobre 1984 e il Pibe de Oro mi venne vicino e mi diede una pacca sulle spalle invitandomi al suo compleanno che si sarebbe svolto la sera in un locale nel cuore della città. Ci pensate? Il più grande calciatore del mondo che invita un matricola del settore giovanile in un mondo, come il nostro, dove le gerarchie sono ben definite. Fantastico. Diego era davvero una persona speciale».

Luca Tronchetti

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