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Belluomini: «Lucca e Gubbio agli antipodi»

Luca Tronchetti
Belluomini: «Lucca e Gubbio agli antipodi»

Con i rossoneri vinsi due campionati e segnai tanti gol, con i rossoblù ho avuto gravi infortuni tra cui la rottura del crociato

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Luca Tronchetti

LUCCA. Oggi lavora come corriere per una ditta che ha ottenuto l’appalto da Amazon e nei ritagli di tempo allena i Giovanissimi del Viareggio. Riccardo Belluomini, classe 1977, ha giocato sia nel Gubbio che nella Lucchese. Un attaccante capace di segnare sia in C2 che in serie D forte di testa e dotato di buona progressione. Rossoblù e rossoneri sono per lui come l’Alfa e l’Omega. Per l’attaccante pietrasantino Lucca è stata una tappa entusiasmante con due campionati vinti (2008-2009 in D e 2009-2010 in Seconda Divisione) conditi dalla spaventosa media di 24 presenze e 13 gol (più di un gol ogni due partite) mentre a Gubbio ha vissuto l’esperienza più traumatica della sua carriera con due infortuni nei giro di tre mesi e la rottura del legamento crociato che gli ha fatto concludere anzitempo la stagione 2005-2006 in C2 con 11 presenze e nessun gol lui che l’anno prima nei aveva messi a segno 9 nella Massese che trionfò in quel torneo conquistando la C1.

Come arrivò a Gubbio e chi la volle a Lucca.

«La formazione umbra aveva costruito una squadra ambiziosa che aveva come obiettivo minimo i playoff. Ero reduce dai successi di Massa e mi offrirono un importante contratto biennale. La città era bella, la tifoseria appassionata e c’erano tutte le premesse per far bene. Invece sin dall’inizio le cose andarono nel verso sbagliato. Alla prima amichevole estiva nel ritiro di Sora contro una formazione dilettantistica un difensore mi entra da dietro e mi procura una lesione al legamento della caviglia sinistra. Morale? Perdo la seconda parte della stagione e le prime partite di campionato. Quando riprendo conquisto la maglia di titolare, ma la serenità dura poco. A fine novembre inizio dicembre in una partita in casa contro il Rimini mi rompo il crociato del ginocchio destro. E la mia stagione finisce lì senza mai gonfiare la rete avversaria. In pratica a Gubbio sono stato tre mesi e una volta operato ho preferito tornare a casa per la fase di recupero. Avevo un biennale, ma in società c’era qualcuno che non aveva più fiducia in me e così ho preferito chiudere il rapporto. A Lucca invece mi chiamò Paolo Giovannini nel luglio del 2008 per ricostruire la Lucchese appena fallita. Due grandi stagioni. Soprattutto la prima quando, riserva di Scandurra, entravo in campo e facevo gol. In tutto 11 in 17 partite. Roba da record. La squadra era solida con Galli, Venturelli, Mariotti e tanti altri bravi giocatori ben allenati da Favarin. Alla città sono rimasto affezionato tanto che, assieme a Bova, Inglese, Biviglia e quei ragazzi che non abitavano in zona, frequentavamo il centro storico e conoscevamo i tifosi e gli appassionati che sono davvero tanti e innamorati dei colori rossoneri».

Come vede la Lucchese?

«Sono amico del ds del Modena, Vaira, abbiamo giocato assieme e mi ha invitato a vedere la sfida del Braglia contro la Lucchese. Ecco, ho visto una grande squadra che avrebbe meritato di vincere contro la formazione di casa costruita per andare in B. Una formazione di carattere che non molla mai e gioca bene al calcio con un grnde Fedato. Sono contento per i tifosi, per Pagliuca e soprattutto per l’amico Stefano Fracassi. A fine carriera ho giocato a Lammari con lui in panchina. É una persona vera, genuina che merita il meglio».

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