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A Lucca in ritardo di 12 giorni Sidney Wiese spiega il perché

A Lucca in ritardo di 12 giorni Sidney Wiese spiega il perché

Il passaporto lasciato sul tetto dell’automobile del padre  ha fatto slittare l’arrivo in Italia della protagonista della vittoria  contro Campobasso  

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LUCCA. Mvp della vittoria di Campobasso e fresca detentrice del record del Basket Le Mura di nove triple realizzate in una singola partita, Sydney Wiese è l’ultima arrivata in casa biancorossa, a Lucca dal 15 ottobre, fuori tempo massimo per le partite contro Schio e Venezia e appena due giorni prima dell’incontro – vinto anche grazie ai suoi 16 punti – contro Torino. È lei stessa a raccontare i retroscena alla base di questo ritardo di 12 giorni – originariamente infatti sarebbe dovuta arrivare il 3 ottobre, il giorno dopo l’esordio dell’Opening Day. Alla base di tutto ci sarebbe il suo passaporto smarrito in aeroporto subito prima della partenza.

«Il 2 ottobre, mentre la squadra stava scendendo in campo per la prima partita di campionato, io stavo andando in aeroporto a Phoenix – racconta – per essere super efficiente ho tenuto per tutto il tempo il passaporto in mano. Poi quando siamo arrivati ho preso le valigie che avevo nel bagagliaio, ho abbracciato mio padre e fatto le foto di rito che si fanno in queste occasioni quando si viaggia oltre l’Oceano. Sono entrata in aeroporto e mi sono diretta verso i banchi per il check-in dei bagagli e quando sono arrivata lì non ho più trovato il mio passaporto. L’ho cercato ovunque e poi mi sono resa conto di averlo lasciato sopra il tetto della macchina di mio padre davanti alle partenze internazionali. Ho iniziato a cercarlo ovunque ma non siamo riusciti, così non sono potuta partire. Da quel momento mi sono messa al lavoro per avere un nuovo passaporto. Ho contattato i politici dell’Arizona eletti al congresso nella speranza di velocizzare il processo, e nel giro di una settimana ne ho avuto uno nuovo. Poi ho dovuto far mettere il mio visto italiano sul nuovo passaporto. In tutto sono passati 12 giorni. Mi scuso con tutte le persone che sono rimaste coinvolte in questa vicenda. Ora per fortuna sono arrivata e posso pensare a giocare e a vincere. Ironia della sorte, e per presentarmi al mio arrivo la società mi ha inoltrato una serie di domande. Una di queste era: “C’è qualcosa che dimentichi sempre? ” e io ho risposto: “Dimentico sempre qualcosa”».

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