Attenzione
Due tecnici sanguigni affamati di calcio vero
LUCCA. Guido Pagliuca e Giuseppe Raffaele, rispettivamente allenatore della Lucchese e della Viterbese, hanno molto in comune. Innanzitutto l’età: entrambi sono nati nel 1975, con il primo più anziano di otto mesi rispetto al secondo. Poi hanno giocato, a parte poche gare, a livello dilettantistico. Pagliuca difensore del Cecina (C2, D e Eccellenza) e dell’Entella ( D) oltre a pochi gettoni nel Livorno (C2), Raffaele attaccante di formazioni del Sud con inizio nel 1991 nel Marsala (campionato nazionale dilettanti) e poi bomber sempre tra D ed Eccellenza con le maglie di Igea Virtus, Sciacca, Sancataldese, Locri, Vittoria, Monturanese, Castrovillari e Scalea. A 31 anni, complice un grave infortunio, Raffaele decide di smettere e inizia la carriera di allenatore nel Due Torri di Gliaca di Piraino. Cinque anni culminati con l’approdo nel 2011 alla finale dei playoff nazionali di Eccellenza persa con l’Internapoli. Da lì inizia l’ascesa: Akragas (terzo posto in Eccellenza sicula), Orlandina di Capo d’Orlando portata in D. Poi nel dicembre 2014 all’Igea Virtus, club che porta dall’ Eccellenza alla D nella stagione 2016. Seguono due ottimi piazzamenti in D con vittoria dei playoff nel 2018. Dopo una breve parentesi a Messina, nel 2019 approda sulla panchina del Potenza in Lega Pro con cui spiccail volo con un quinto e un quarto posto. L’anno scorso a Catania viene esonerato e adesso eccolo a Viterbo. L’ultima analogia tra i due mister è legata al carattere sanguigno. Due tecnici che in panchina non stanno mai fermi e non le mandano a dire. Sarà una sfida interessante pure sotto questo profilo.
L.T.
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