Il Tirreno

Lucca

Lucchese, adesso è vera crisi La Vis Pesaro vince con due tiri

Luca Tronchetti LUCCA.

Rossoneri sconfitti al Porta Elisa e contestati dai tifosi. Pagliuca sulla graticola, ma per la società non è in discussione

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Inutile girarci intorno. La Lucchese è in zona playout e in piena crisi come dimostra l’anemica classifica con un punto sui dodici disponibili conquistato nelle ultime quattro giornate e i 14 gol subiti nelle ultime sette partite.

Difesa con una media shock: due reti ogni incontro e subite in prevalenza su calci piazzati (punizioni, corner, penalty). Segno evidente che c’è qualcosa che non funziona nella testa dei calciatori.

Urge cambiare rotta e in fretta per evitare che la squadra, quest’anno costruita con discernimento e in grado di disputare un campionato tranquillo, precipiti in autostima e si avviti su stessa senza riuscire a uscire da un pozzo nero in cui pare essere precipitata.

Mancano la serenità e la personalità necessarie per gestire il vantaggio o partite che la squadra domina per larghi tratti e che inevitabilmente finisce per perdere in malo modo.

La sconfitta contro la Vis Pesaro – la quinta stagionale, la seconda al Porta Elisa contro una squadra decisamente alla portata – ricalca esattamente quanto accaduto nelle precedenti puntate. Rossoneri che partono forte e vanno in vantaggio, che non riescono a chiudere la partita e si fanno raggiungere e alla fine beccano pure il gol che ribalta la partita e li rimanda a casa a mani vuote. La fotografia del match è quella che traspare al triplice fischio. Da una parte la contestazione della Curva Ovest che fischia e impreca contro calciatori e tecnico, dall’altra la gioia dei circa trenta tifosi marchigiani che assieme ai propri beniamini festeggia la storica vittoria della Vis Pesaro su un terreno di gioco che per i biancorossi (ieri in una casacca a strisce biancocelesti che ricordava quella di un secolo fa) era davvero tabù. Corrono tutti ad abbracciare il mister Marco Banchini che contro la Lucchese non sbaglia un colpo: due partite due vittorie a distanza di dodici mesi prima sulla panchina del Como e adesso su quella dei marchigiani che salgono a quota 12 e si staccano dalla zona rossa.

E dire che la partita si era incanalata nel migliore di modi con la rete dopo appena sei minuti grazie al tandem difensivo salito in occasione del primo corner di giornata battuto teso da Bensaja. La palla finisce sulla testa di Baldan e ne viene fuori una conclusione che il portiere ospite Farroni non riesce a bloccare e sulla sua respinta l’altro centrale Bellich si avventa sulla sfera e la mette in rete. Esplode il Porta Elisa dopo tre settimane di tensioni e delusioni. La mossa di Visconti a fare il trequartista in 4-3-1-2 con Shaka Mawuli titolare con Frigerio e davanti il tandem d’attacco Semprini-Fedato sembra fornire adeguate garanzie e i tre punti paiono finalmente alla portata. L’illusione che il peggio sia passato dura poco più di venti minuti nel corso dei quali la Lucchese ha il torto di non spingere sull’acceleratore, di non mettere alle corde un avversario ben disposto in campo, ma che non si era mai reso pericoloso. Così al minuto 29 su un calcio punizione dalla trequarti destra l’esperto Rubin mette la palla in mezzo per Cusimano che la colpisce favorendo l’inserimento del centrale Manetta che ben appostato anticipa portiere e difensori e di testa gonfia la rete. La Lucchese si scuote dal torpore e ci prova con Fedato e Visconti che trovano sulla loro strada un Farroni preciso nelle uscite e sicuro tra i pali.

Nella ripresa sono i padroni di casa a gestire le operazioni. Manca però quella continuità, quella fluidità di manovra e quella lucidità necessaria per scardinare il 3-5-2 di Banchini. Semprini non inquadra la porta, Fedato trova sulla sua strada quando i difensori quando l’estremo ospiti. Pagliuca inserisce anche la terza punta (Babbi) passando al 4-3-3. Ma nel momento del massimo sforzo ecco la doccia fredda. La Vis batte un calcio d’angolo, Gucci sfugge alla guardia di Bellich e irrompe di testa superando Coletta. Mancano dieci minuti più recupero, ma la partita finisce lì. Inutile l’inserimento della quarta punta (Nanni) con il portiere rossonero che deve rimediare ad una leggerezza di Baldan per evitare il quarto gol del neo entrato Cannavò. Finisce tra i fischi e le contestazioni. Con la società nel mirino dei tifosi.



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