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Lucca

IL DOPPIO EX 

Righetti: «Dopo Melani fui scartato da Zeman»

Luca Tronchetti

L’esterno d’attacco ricorda il suo anno nella Lucchese: «Ho visto la squadra in tv con il Cesena e mi sono divertito»

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Luca Tronchetti

LUCCA. Nel suo peregrinare calcistico durato vent’anni ha conosciuto Lucca e Pesaro tappe di un’avventura umana e professionale che ricorda entrambe con grande piacere. Gianluca Righetti, 56 anni, ex esterno d’attacco, attaccati gli scarpini al chiodo ha sempre fatto l’allenatore: dal settore giovanile del Cesena sino alle squadre di D ed Eccellenza della riviera romagnola (Tre Villaggi, Riccione e Misano) e il punto più alto lo ha raggiunto nella stagione 2017-2018 alla guida del Rimini in serie D con la conquista della promozione in Lega Pro. Righetti, amante della mountain bike, riavvolge il nastro dei ricordi: «Ero a Parma in B e il ds Sogliano si accordo con Vitale per il mio passaggio in prestito alla Lucchese assieme ad Augusto Gabriele». L’inizio fu eccezionale: tre gol, una doppietta a Cento e una rete nel derby con il Prato. «Sì, mi trovavo bene con i compagni di squadra, in particolare con Casarotto e Fusini che sento ancora oggi a distanza di 35 anni, e i tifosi della Lucchese ti davano quella spinta in più per far bene. Era la prima stagione in C1 e contro il Piacenza ricordo uno stadio strapieno con gli sportivi che ti spronavano dal primo all’ultimo minuto. Purtroppo nel periodo di Natale mi fece male in allenamento e persi un paio di mesi. Mi strappai all’altezza del polpaccio e rientrai nel finale con la squadra che ebbe un tracollo e si salvò a 180 minuti dalla fine del campionato». In totale Righetti collezionò 20 presenze e 3 reti con la Lucchese. Con mister Renzo Melani un rapporto non sempre idilliaco: «Un maniaco della difesa che voleva che le ali marcassero i terzini avversari. Grazie alla sua “cura” persi una grande opportunità. A fine stagione rientrai al Parma che nel frattempo aveva preso Zeman come allenatore. In allenamento, talmente ero abituato a giocare a tuttocampo a uomo, feci l’opposto di quello che chiedeva il tecnico boemo. Morale? Finì di nuovo in prestito in C1 e mi accordai alla Vis Pesaro 1898, una delle società più antiche d’Italia, grazie allora diesse biancorosso che mi conosceva e mi apprezzava. Lì trovai Walter Nicoletti, un tecnico all’epoca innovatore e che mi diede tanta fiducia (30 presenze e 2 gol) con la squadra che si piazzò a metà classifica».

Pesaro e Lucca nel calcio: analogie e differenze.

«Sono due piazze “calde”. Ai miei tempi a Lucca si tifava per la squadra della città e non per i club nazionali (Juventus, Inter e Milan). Noi calciatori eravamo ospiti in tanti club sparsi in tutta l’area provinciale e ci sentivamo importanti. Al Porta Elisa andavano anche diecimila spettatori: era uno spettacolo. Pesaro è la città del basket con la Scavolini che ha vinto titoli italiani. Tuttavia c’è uno zoccolo duro di 2000 spettatori che vanno a vedere la Vis a prescindere dalla categoria».

Chi vince tra Lucchese e Vis Pesaro?

«Ho visto la Lucchese in tv contro il Cesena. Gioca bene e non meritava affatto di perdere. Secondo me è ben allenata e uscirà sicuramente dai bassifondi. É destinata a posizioni più nobile. Il ds della Vis Pesaro è Sandro Cangini, un caro amico ed ex compagno di squadra. Credo che sarà una partita equilibrata e per la simpatia che mi lega a entrambe le squadre mi auguro un pareggio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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