Il Tirreno

Lucca

Lucchese, 89 minuti perfetti ma l’ex Marotta rovina la festa

Luca Tronchetti

Dominio rossonero fino all’ultimo quando il bomber del Modena pareggia su rigore e poi ribalta la partita a fine recupero

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Luca Tronchetti

La partita perfetta della Lucchese finisce al minuto 89. E l’urlo dei circa cento tifosi – giunti al Braglia per sostenere la squadra e che già pregustavano una vittoria che mancava da 31 anni – resta strozzato in gola. In cauda venenum (il veleno è nella coda) dicevano i latini. E il duplice morso letale che stende la Pantera lo sferra un serpente del pallone: il «Cobra» Alessandro Marotta, 35 anni, ex rossonero e sino a quel momento assolutamente impalpabile. É lui che, atterrato da Bellich, a 120 secondi dal novantesimo trasforma il rigore che consente al Modena di riemergere dall’inferno in cui era piombata e raggiungere un pareggio che sembrava una chimera vista l’inferiorità numerica nell’ultimo quarto d’ora. Ed è ancora il barbuto cannoniere – che sino a quella partita era ancora a secco – a realizzare la rete che ribalta la partita e consente ai padroni di casa di conquistare la prima vittoria interna e restare a ridosso delle battistrada. All’ultimo giro di lancette nel quinto minuto di recupero l’attaccante gialloblù è il più lesto di tutti a toccare in rete di testa una palla vagante finita lì grazie a un’inzuccata del gigante Armellino, che per la prima volta nei 97 minuti della sfida, vince il duello aereo sul monumentale Shaka Eklu Mawuli. In quei sei sciagurati minuti la Lucchese passa dall’altare alla polvere. Da una posizione interessante di classifica a una posizione critica con sette punti conquistati in altrettante gare e soprattutto con una difesa che, nonostante tutto, continua ad imbarcare gol: 12 nelle ultime sei sfide con la media di due reti a partita. Un trend che deve essere interrotto a partire dalla prova di domenica contro la Vis Pesaro, formazione alla portata dei rossoneri.

Oggettivamente alla Lucchese vista in terra emiliana anche un pareggio sarebbe andato stretto. Figuriamoci questo tremendo ko che, se non gestito nel modo migliore, potrebbe avere ripercussioni di carattere psicologico. Perché la differenza tra la corazzata gialloblù e i giovanotti di Pagliuca non si è affatto notata. Anzi, si è assistito ad una sfida dove a farla da padrone è stata la miglior freschezza atletica dei rossoneri con Pagliuca che indovina tutte le mosse. Soprattutto in mezzo al campo dove al posto di un deludente Bensaja inserisce il ghanese dalle lunghe leve che si fa gioco degli avversari e non sbaglia un intervento d’anticipo, un rilancio, un rinvio, un assist. Davanti poi il tandem Fedato-Semprini mette in costante difficoltà i perticoni Pergreffi e Silvestri con quest’ultimo che finisce anzitempo (27’ st) sotto la doccia lasciando la squadra in dieci.

Tesser, che ha l’imbarazzo della scelta disponendo di una rosa da serie B, schiera Tremolada trequartista e davanti il tandem Bonfanti-Minesso con quest’ultimo - che sfiora il vantaggio nel primo quarto d’ora arrivando con secondo di ritardo al delizioso invito di Tremolada – che dopo poco più di mezz’ora viene sostituito da quello che sarà l’eroe della giornata: Marotta. Ma la manovra del Modena appare lenta e farraginosa e dopo un’iniziale prudenza la Lucchese inizia a imbastire buone trame di gioco sino al momento del penalty che l’arbitro concede senza tentennamenti per un atterramento in area di Fedato. Ed è proprio l’esterno rossonero che, come martedì scorso con il Teramo, realizza spiazzando il portiere gialloblù sotto la curva destinata agli increduli supporter rossoneri. Chi pensa a una rabbiosa reazione della corazzata canarina resta deluso. Neanche un tiro in porta. E nella ripresa nonostante la girandola di cambi (entrano Di Paola, Scarsella, Giovannini e infine Mosti, tutta gente che in altre formazioni sarebbe titolare inamovibile) sono i rossoneri, con i soliti Semprini e Fedato, a sfiorare il raddoppio. Coletta viene chiamato in causa soltanto per una maligna punizione dal limite di Di Paola che con un guizzo riesce a respingere in angolo. I minuti passano inesorabili e nulla sembra accadere. Poi la terribile doccia fredda che ribalta la partita e rimanda la Lucchese a casa a mani vuote.

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di Redazione web