Sicurezza
«Volevo trattare la Lucchese, ma non ho ricevuto risposta»
Matt Rizzetta, 39 anni, presidente del gruppo statunitense North Sixth Group ha acquisito il 31% dell’Ascoli in B, ma gli sarebbe piaciuto investire in Toscana
Luca Tronchetti
LUCCA. Era la North Sixth Group llc con sede a New York, il gruppo statunitense, come riportato da Il Tirreno nell’edizione del 23 e 24 luglio, interessato ad acquistare in tutto o in parte le quote dell’As Lucchese 1905. Si tratta della società americana che un paio di settimane fa ha rilevato il 31% delle quote dell’Ascoli Calcio formazione che milita in serie B detenuta per il restante 69% da Massimo Pulcinelli. Tra l’altro la società che a giugno con la «196 Sports”, che fa parte della holding di New York, ha acquisito i diritti televisivi della serie C. Il presidente della North Sixth Group è Matt Rizzetta, 39 anni, origini italiane (il nonno Angelo era di Monteleone vicino Foggia), che conferma l’interesse per la Lucchese: «A inizio luglio i miei legali avevano inviato alla società una lettera d’intenti per l’acquisizione in toto o in parte delle quote del club. La Toscana è una delle più belle regioni d’Italia, Lucca è una città fantastica e la Lucchese è uno dei dieci club della provincia italiana con enormi potenzialità sul piano degli investimenti e del brand da esportare all’estero. É stata in A negli anni Cinquanta e in B negli anni Novanta e tra qualche anno potrebbe avere uno stadio nuovo. Un luogo ideale per lo sviluppo dello sport legato al business». Ma a fronte di questa manifestazione d’interesse (con tanto di offerta) dalla società rossonera nessuna risposta: «Nonostante le indicazioni e i cellulari dei miei legali non abbiamo ricevuto risposte dai soci della Lucchese. Alcune settimane dopo, mentre mi trovavo a Roma, sono entrato in contatto con Massimo Pulcinelli, presidente dell’Ascoli. Siamo entrati subito in sintonia. Parliamo di uno del club storici del calcio italiano con Rozzi e Mazzone come icone assolute. C’è l’idea di arrivare entro fine stagione a rilevare la maggioranza, ma sempre condividendo tutto con la famiglia Pulcinelli». Prima dell’Ascoli c’era stata l’esperienza con il Campobasso: «Un modo per rivivere la mia infanzia. Abbiamo fatto buone cose con la squadra che è tornata nei professionisti. Ma come in un matrimonio quando sbagli la scelta dello sposo o della sposa poi inevitabilmente le strade si dividono». Matt Rizzetta, sposato, tre figlie, residente a Westchester, dieci chilometri a nord di New York, due-tre anni dopo la laurea ha costituito North Sixth Group la holding di un gruppo che oggi vanta otto società (quattro statunitensi, una australiana e una canadese oltre all’Ascoli e al canale 196 Sports) impegnate nei settori intrattenimento, tecnologia, media, immobiliare, viaggi. «Mi sono innamorato del calcio italiano grazie ai racconti di mio nonno. In tv guardavamo i programmi Rai e le partite. All’epoca il calcio in Italia era il più bello al mondo con campioni come Maradona, Gullit, Van Basten. Non ho perso una partita dei mondiali americani del 1994 dove in azzurro giocava il mio idolo: Roberto Baggio. Ho visto anche diverse partite dei Metrostars di New York dove in campo c’era Donadoni».
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