Il Tirreno

Lucca

Sport estremi

Missione compiuta: il triplo Everesting non è più un sogno

Antonio Scuglia
Missione compiuta: il triplo Everesting non è più un sogno

Trentamila metri scalati in 5 giorni in bici, la clamorosa impresa di Emiliano Galli e Giacomo Menchetti 

5 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. L’Everesting è una disciplina sportiva fra le più estreme del mondo: consiste nello scalare una salita tante volte quante ne servono per arrivare a 8. 848 metri, l’altezza dell’Everest. Emiliano Galli, 43 anni, di Colle di Compito e Giacomo Menchetti, 38 anni di Cascine di Buti, hanno insieme all’attivo svariate esperienze nel mondo di questa specialità. Che hanno appena portato a termine un quasi inconcepibile livello: il "triplo everesting", nel suggestivo scenario del Monte Serra.
 
Entrambi fanno parte dei team Rolling Dreamers e Torretta Bike e hanno al loro attivo 3 everesting camp, 5 everesting 8848 d+, un everesting 10k che consiste nel superare i 10.000 metri di dislivello su un’unica salita, due Everesting roam 10k (superare i 10.000 metri di dislivello in un minimo di 36 ore e 400 km), alcune ultracycling oltre i 600 km, la coast to coast Viareggio-Rimini. Viareggio in 19 ore, l’ascesa della salita definita dalla Redbull la più dura al mondo (Scanuppia 7 km 1600 d+ con punte al 50%), nel 2019 i quasi 12000 d+ sul San Pellegrino in alpe ripetuto 12 volte consecutivamente. l’obiettivo.
 
E nelle scorse settimane ecco il grande appuntamento con il triplo Everesting: «Per prepararlo - spiegano - servono tanta passione e disciplina, i nostri allenamenti sono basati tutti sul dislivello e si possono descrivere in circa 3.000 km ma con oltre 130.000 metri di dislivello positivo, praticamente solo salita, con ogni clima ad ogni ora, il più delle volte partiamo di notte anche senza dormire per abituare la mente alla privazione del sonno, ma con gli occhi sempre puntati dritti ai nostri obiettivi. A questo abbiamo abbinato sedute di functional training seguiti dal coach Luca Baldaccini per la preparazione fisico muscolare e da Zico Pieri (Stelvio unlimited), il nostro trainer che ci ha seguiti sia nella preparazione mentale che fisica dandoci consigli preziosi nell’ambito dell’ultraendurance».
 
L’obiettivo era la salita del Monte Serra versante di Buti, da ripetere per 36 volte fino alle antenne Rai (la vetta), 11, 5 km al 7% con punte al 13% per un totale di più di 800 km e 27.000 metri di dislivello positivo. La preparazioneIl triplo Everesting consiste infatti nel ripetere per tre volte consecutive la quota dell’Everest sulla stessa salita, le regole concedono un massino di 2 ore di sonno (limite di tempo ai fini della sicurezza) tra la fine di un everesting e l’altro (circa 20 ore per terminarne uno) questa limitazione renderà la cosa veramente estrema: bisogna pedalare per circa 4/5 giorni ininterrottamente giorno e notte fermandosi solo il minimo indispensabile per alimentarsi (che spesso si fa mentre si pedala) e cambiarsi il vestiario. Attualmente solo una dozzina di everester al mondo hanno centrato l’obiettivo del triplo Everesting tra o quali due italiani: Zico Pieri e Massimo Pascale.
 
Pieri è l’atleta di riferimento per questo genere di prove, avendo compiuto diverse prime mondiali nell’everesting, compreso stelvio unlimited la ripetizione della salita dello Stelvio per 100 volte in 30 giorni. La parola ai protagonisti: «La nostra impresa ha avuto inizio lunedì 23 agosto alle 5.30 del mattino. Raggiunto in bici il punto di partenza, abbiamo azzerato il gps (seguito in live da Everesting australia coloro che omologano queste imprese) e via su per la salita regolando sempre le endergie ed ascoltando il fisico. Sin dal primo giorno non è mai mancata la compagnia degli amici ciclisti dei trittici del Serra capitanati dal presidente David Bardini, sono stati tantissimi nei 5 giorni. Ogni ascensione assume una sfumatura diversa dall’altra, certo è che nelle ore del giorno il caldo tagliave le gambe e la sera il freddo si faceva sentire spesso con vento forte, cosa che a lungo andare stressa l’organismo, ma abbiamo affrontato bene tutto ciò, a parte qualche crisi di stanchezza nella notte gestita con microsonni da 10 minuti (tecnica appresa nel tempo durante gli allenamenti) quando l’equilibrio si faceva precario e sentivamo la necessità ci mettevamo in un luogo sicuro bordo strada e chiudevamo gli occhi, dopo pochi minuti ripartivamo con le batterie cariche per altre ore».
 
Per il cibo e gli indumenti c’erano due postazioni con le auto: una in paese e l’altra a Prato di Calci, «dove quando c era bisogno facevamo rifornimenti per ridurre al minimo i tempi di sosta, mentre per riposare giusto quel poco concesso dal regolamento, avevamo una tenda. La sera avevamo puntuali i nostri massaggiatori che rilassavano nei limiti del possibile le nostre gambe». Alle 17 del venerdì il triplo Everesting si era completato (nei tempi programmati), ma Galli e Menchetti non si sono fermati fin quando un temporale ha costretto a stoppare il Garmin gps a 855 km sfiorando i 30000 metri di dislivello positivo, con 64 ore di pedalata continua e 36.000 calorie bruciate: «Abbiamo risalito il Serra per quasi 40 volte, portando a termine il nostro triplo Everesting e mezzo in coppia per la prima volta al mondo».
 
Molti ma doverosi i ringraziamenti: a famiglie, parenti e amici, Enrico Roberto Carrara, Zico e Michele Pieri, Maurizio Radi, i trittici del Serra, e David Bardini , Rolling dreamers e Torretta bike, Giovanni Natali, Margherita Iwulska e Luca Zaina, Francesco Giannecchini e Piotr Mos , Fabio Pierotti e Riccardo Carpita. Dediche speciali? Da Emiliano: «A mia moglie, ai miei figli come auspicio ed esempio di non arrendersi mai nella vita, a mio padre e mio fratello Nicola che mi dà la forza di andare sempre olre come lui era abituato a fare». Da Giacomo: «Dedico questa bellissima esperienza a mia moglie, ai miei genitori e alle le persone che hanno sempre creduto in me».
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web