Il dolore
Lucchese, fatale il minuto 26 Virtus Entella cinica e spietata
Tanto possesso di palla per i rossoneri, pericolosi in due circostanze, puniti su calcio d’angolo e su un errore del portiere
La Lucchese torna a casa senza punti, ma con la certezza di poter disputare una stagione importante senza dover tribolare nei bassifondi della classifica. Rossoneri, che come contro il Cesena, perdono la partita dimostrando di potersela giocare alle pari contro una formazione destinata a lottare per la promozione in B come la Virtus Entella. In fondo i biancocelesti padroni di casa confezionano i tre punti capitalizzando al massimo le azioni a favore. Fatale per la Lucchese il minuto 26. Nel primo tempo, su azione di calcio d’angolo, il puntero argentino Lescano ruba il tempo a Bachini e al volo da terra gira in rete alle spalle di Coletta. Nella ripresa, allo stesso giro di lancette, è l’ex Schenetti (una partita con la maglia rossonera in serie C nella stagione 2010-11) con un diagonale dal limite a infilare Coletta non esente da colpe visto che la sfera gli passa sotto il corpo proteso in avanti. Due reti e partita in cassaforte. D’altronde che fosse una sfida proibitiva era scritto nei numeri visto che da mezzo secolo la Lucchese non riesce mai a vincere al comunale Aldo Gastaldi di Chiavari (quattro ko e due pareggi). Resta però l’amaro in bocca perché l’undici andato in campo contro la corazzata ligure non ha affatto demeritato. Mister Pagliuca (squalificato e seduto in tribuna stavolta soffrendo in silenzio per l’andamento della gara) torna alla difesa a quattro. Sistemando, accanto ai laterali Corsinelli e Nannini, la coppia Bachini- Baldan mentre in mezzo al campo dal cilindro inventa il giovane Brandi, 20 anni, scuola Verona, a braccare a tuttocampo portatori di palla liguri. Il giovanotto dimostra di poterci stare e mette alla frusta i veterani Paolucci, Dessena e Schenetti provando a giocare sull’anticipo proprio sul fantasista dei padroni di casa. Davanti con Gibilterra trequartista giostrano l’ex Semprini e Fedato. La Lucchese inizia bene pressando alto e bloccando gli esterni. Ma con il passare dei minuti viene fuori la maggior esperienza della Virtus Entella che guadagna metri e corner. E proprio su uno di questi i padroni di casa si portano in vantaggio. Partita in discesa? Niente affatto perché i rossoneri non si disuniscono e aumentano i giri del motore confezionando due palle gol con Fedato (37’) e Gibilterra (46’) che trovano la pronta risposta del portiere Paroni costretto a due provvidenziali salvataggi.
Nella ripresa la musica non cambia. Pagliuca inserisce Bellich per Bachini e sposta sul centrodestra Baldan. Fedato e Corsinelli si muovono sulle fasce laterali e tra i biancocelesti del Tigullio inizia ad affiorare un certo nervosismo. La Lucchese cresce e prende in mano le redini del gioco, la Virtus Entella rincula e inserisce un centrocampista al posto di una punta (Karic per Merkaj, che mister Volpe, a sorpresa, aveva inserito assieme a Lescano per Magrassi e Morosini) passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2. Dalla panchina rossonera (assieme al match analyst Carbone c’era, in piedi, anche l’assistente Simone Angeli, bandiera della Lucchese) capiscono che è il momento di osare e inserire altri elementi offensivi. Entrano il baby bomber Nanni (in settimana autore del gol della bandiera di San Marino nel 7-1 con la Polonia) e il funambolico esterno offensivo Belloni con la Lucchese che passa a un ipotetico 4-2-4. Ma proprio nel momento dello sforzo maggiore ecco che, sempre al maledetto minuto 26, il terzino Di Cosmo rimette dalla destra un pallone al centroarea con Schenetti che, liberissimo, calcia in porta. La conclusione non è irresistibile, ma coglie impreparato Coletta che si tuffa goffamente e vede la palla rotolare in fondo alla rete. Mancano venti minuti e la partita finisce lì. La Lucchese non ha più la forza di reagire e la Virtus Entella gioca con il gatto con il topo con il neo entrato Morosini che, in due circostanze (una con la complicità di Coletta), sfiora il terzo gol. Per la Lucchese la seconda sconfitta consecutiva ha il sapore di una beffa. Ma la prestazione resta e quella lascia ben sperare per il futuro.
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