Gioco
Lucchese, buona prestazione ma Pagliuca serve in panchina
Il tecnico rossonero sta lavorando bene e la squadra cresce in autostima Adesso i suoi ragazzi hanno bisogno di vederlo la domenica a bordo campo
Luca Tronchetti
LUCCA. Una sconfitta che testimonia, se ancora ve ne fosse bisogno, che questa Lucchese è formazione costruita per andare al di là di una semplice salvezza. Certo, la squadra rispetto a tutte le altre formazioni del girone (escluso Imolese, Aquila Montevarchi e Pistoiese per una serie di motivi) è andata in ritiro con tre settimane di ritardo e deve ancora trovare la necessaria brillantezza. Ma le premesse sono buone. Se togliamo le «sei sorelle» (Modena, Reggiana, Pescara, Cesena, Virtus Entella e Siena) che possono avere degli inciampi durante il percorso, ma che hanno delle rose importanti e un budget decisamente molto più alto di quello della Lucchese e si giocheranno la promozione diretta in B tutte le altre non paiono molto più attrezzate rispetto alla formazione guidata da Guido Pagliuca. Forse soltanto il Gubbio potrebbe risultare più competitivo e avvicinarsi alle «sei sorelle». Analizzando l’organico e mettendolo a confronto con le altre squadre del girone B ci accorgiamo che questa Lucchese assieme al Pontedera, alla Carrarese, all’Ancona Matelica e forse alla Viterbese (se si rinforza con qualche svincolato) può tranquillamente aspirare a una posizione che va dall’ottavo al dodicesimo posto. Nelle posizioni di rincalzo dei playoff o poco fuori. Assai lontana da chi lotta per non retrocedere. Piace la personalità, il piglio, la versatilità e l’aggressività degli interpreti in maglia rossonera. É piaciuto a tutti gli sportivi il primo tempo con un Cesena, inizialmente apparso nervoso per poi, dall’alto del maggiore tasso tecnico, colpire a inizio ripresa con un evitabile uno-due che in 180 secondi ha cambiato le sorti della sfida. La domanda sorge spontanea: cosa sarebbe accaduto se le condizioni fisiche dei due ultimi top player arrivati (Fedato e Belloni) fossero state ottimali? Sicuramente la reazione dopo il repentino svantaggio di inizio ripresa sarebbe stata meno confusionaria e più ragionata. Si attende anche la crescita del metronomo Bensaja uno che possiede i numeri per pote r far la differenza e ogni tanto metterla dentro su calcio piazzato. E c’è da dire che il cambio del modulo – dal 4-3-1-2 della partita vinta ad Imola al 3-5-2 della gara disputata al Porta Elisa – è stato assorbito molto bene da una squadra camaleontica che sembra assomigliare, giorno dopo giorno, al suo condottiero. Già, Guido Pagliuca. La sua presenza in panchina è indispensabile per scuotere i calciatori specie nei momenti topici e in quelli di maggiore difficoltà. Lo abbiamo visto in tribuna sgolarsi a squarciagola. E il serio pericolo è che, oltre a cronisti e spettatori, anche gli 007 federali, come accaduto ad Imola, lo possano aver preso di mira prendendo nota e inviando un dettagliato rapporto all’arbitro e di conseguenza al giudice sportivo. Una iattura da evitare nel modo più assoluto. Perché il posto del tecnico la domenica è in panchina a dirigere la sua squadra.
La sconfitta interna con il Cesena è parzialmente mitigata dal gol dell’attaccante rossonero Nicola Nanni realizzato per il San Marino nella sconfitta casalinga per 1-7 subita contro la Polonia in una gara di qualificazione al Mondiale. Solo panchina invece per il difensore rossonero Daniel Dumbravanu che con la Moldavia ha perso 1-0 in Scozia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
