Lutto
Lucchese perde a tavolino la gara di Coppa per la posizione irregolare di Bellich
Il difensore ammonito nelle due partite della Tim Cup disputate con la maglia del Novara non doveva giocare a Legnago
Luca Tronchetti
LUCCA. Non era mai accaduto. Almeno nella storia della Lucchese del Dopoguerra. Invece una clamorosa leggerezza da imputare in primis (ma non solo) al segretario sportivo rossonero Debora Catastini. Contro il Legnago Salus i rossoneri sono entrati in campo con un calciatore – il centrale difensivo Marco Bellich, classe 1999, l’anno scorso al Novara – che era squalificato dalla Coppa Italia e non poteva quindi essere schierato. Così dal meritato 3-0 sul campo conquistato dalla squadra di Guido Pagliuca si è passati al 3-0 a tavolino che premia i padroni di casa che accedono al secondo turno di Coppa e affronteranno il Padova. Ad accorgersi della posizione irregolare del tesserato rossonero è stato il segretario generale del team veneto, Alessandro Bedin, che aveva lavorato per Real Vicenza, Virtus Vecomp Verona, Vicenza, Arzignano e per due stagioni al settore giovanile del Novara e che, ironia della sorte, conosce bene il lungo centrale difensivo della Lucchese per averlo apprezzato ai tempi delle giovanili degli azzurri piemontesi. Bedin non ha impiegato molto ad accorgersi dell’errato controllo della posizione del difensore centrale tesserato da poco dal club rossonero. Il ragazzo infatti aveva disputato nella stagione 2020-21 la Coppa Italia Tim indossando la casacca del Novara nel turno preliminare, vinto dai piemontesi al Piola per 3-1, contro il Gelbison (squadra di Vallo della Lucania, che milita in D) e nel secondo turno giocato dagli azzurri contro il Cittadella il 30 settembre 2020 al Tombolato con la formazione, allora guidata da mister Banchieri, sconfitta per 3-1 ed eliminata. In entrambe le gare Bellich venne ammonito (a Cittadella a otto minuti dal termine). Quindi con due ammonizioni consecutive in Coppa scatta la squalifica. Il reclamo presentato dal Legnago quindi ha avuto gioco facile e a Pagliuca e ai suoi ragazzi è rimasta l’amarezza per un’esclusione che esula dal terreno di gioco. Oggettivamente, a prescindere dalle responsabilità, l’errore commesso è grave. Molto grave soprattutto se si parla di una squadra professionistica. Una svista difficile da comprendere a meno che, ma sarebbe stato comunque necessario un controllo in Lega o in Figc per avere certezze, non si sia ritenuto che la Coppa Italia Tim a cui aveva partecipato il Novara e quindi Bellich non fosse equiparata alla Coppa Italia di serie C e quindi non venissero considerati i cartellini rimediati dal difensore centrale nelle due gare disputate nella stagione 2020-21.
Per la Lucchese a parlare, attraverso un comunicato ufficiale, è il presidente Alessandro Vichi che taglia corto e liquida la vicenda: «Si è trattato di un errore, una svista che fortemente ci penalizza, ma che non cancella il valore tecnico della partita disputata. – sostiene il dirigente – Rimane comunque intatta la fiducia e la stima verso i collaboratori tutti, professionisti esperti e di assoluto valore che ogni giorno si prodigano nel proprio ambito per la causa rossonera».
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