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LA LUCCHESE VERSO LA COPPA ITALIA 

Pagliuca resta lo stakanovista del pallone «Voglio una squadra sempre concentrata»

Luca Tronchetti
Pagliuca resta lo stakanovista del pallone «Voglio una squadra sempre concentrata»

Il tecnico di Cecina osserva i filmati, studia gli avversari, visiona calciatori: «Mi piace il gioco espresso da Sassuolo e Spezia»

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Luca Tronchetti

LUCCA. Guarda partite, visiona calciatori, studia gli avversari. È sul pezzo. Come sette anni fa, come sempre. Il calcio è una malattia incurabile e Guido Pagliuca a 45 anni di nuovo nella sua Lucchese sa che quest’anno può giocarsi una chance importante per il futuro della sua carriera. Questa Lucchese che nasce in sordina, con un misto di curiosità e scetticismo, al mister di Cecina piace. Certo, la rosa è ancora da completare (arriverà la punta Belloni?) e qualche elemento per motivi di natura fisica non si è ancora visto (Picchi per un conto, Babbi per un altro). Ma le sensazioni sono positive. Per la Lucchese che vinse la D (2013-14) Pagliuca s’ispirava al modello del Cile di Jorge Sampaoli: organizzazione di gioco, compattezza in fase di recupero della palla e continui movimenti fatti di uscite e rientri dalle posizioni con sfruttamento degli spazi. E per la Lucchese edizione 2021-22, fermo restando il modulo 4-3-3, a chi s’ispira il trainer rossonero?

«Sono passati sette anni, ma pare una vita fa. Il gioco ha subito evoluzioni e trasformazioni. Basti pensare all’azione che parte dal basso con il portiere che deve saper giocare con i piedi e i difensori anche laterali che partecipano alla costruzione della manovra. Oppure alla trasformazione del gioco delle punte che non possono devono aiutare i compagni nel far muovere la squadra. Credo che ogni allenatore debba imparare da questa rivoluzione a prendere il meglio mantenendo alcuni principi essenziali. Personalmente credo che l’aggressività e il possesso palla debbono essere dei punti fermi. Sono l’essenza del calcio. Certo, inutile pensare di tenere il pallino per tutti i novanta minuti. Bisogna essere in grado di gestire le energie durante l’arco del match. Quali sono le squadre che mi sono piaciute nell’ultima stagione andata in archivio? Il Sassuolo di De Zerbi capace di interpretare al meglio le due fasi con tutti gli effetti in grado di partecipare alla manovra e lo Spezia di Italiano per la lettura della partita e la feroce concentrazione di tutti gli interpreti. Un calcio moderno e propositivo che ha trovato nella nazionale di Mancini un undici ideale capace di dare una nuova impronta di gioco che non si vedeva da decenni. Fatte le dovute proporzioni sono quelli gli esempi da seguire per ricreare entusiasmo e invogliare la gente a tornare sugli spalti dopo un anno travagliato anche e soprattutto a causa della pandemia».

Domani arriva subito il primo vero banco di prova in una partita che vale i tre punti: la sfida di Coppa Italia al Sandrini di Legnago.

«Ho visto l’amichevole dei veneti contro l’Udinese. Sino a dieci minuti dalla fine la formazione di Colella perdeva 2-1 e ha dato del filo da torcere a una squadra di serie A. Il Legnago è la classica squadra di categoria che fa dell’aggressività e della forza fisica le sue armi migliori. Abbiamo fatto doppio allenamento e lo faremo anche oggi perché vogliamo farci trovare pronti per la sfida di domenica sera al Galli di Imola. Ma domani al Sandrini andremo in campo senza alibi giocando la nostra partita e cercando di conquistare l’accesso al turno successivo. Conto di recuperare Panati, ma non potrò avere a disposizione Babbi (problemi muscolari alla schiena) e Loviso (uscito anzitempo nell’amichevole per la pubalgia). I giovani a disposizioni? Sono tutti ragazzi interessanti: motivati ed entusiasti. Debbono capire in fretta la differenza tra giocare nelle squadre Primavera e acquisire una mentalità da Lega Pro giocando con i più grandi. Questo sarà il mio compito: aiutarli a crescere in fretta e far capir loro il peso del risultato. Serviranno concentrazione, attenzione e predisposizione al sacrificio. Dico la verita: dai primi allenamenti le sensazioni sono molto buone».

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