Per un’amichevole si paga poco meno di una partita di B valevole per il campionato
Luca Tronchetti
LUCCA. Quattordici euro per vedere in curva una partita di serie B di cartello (Pisa-Spal), dieci per vedere un’amichevole tra la Lucchese e il Seravezza, formazione che milita nel campionato di serie D, nello stadio di Porcari la cui tribuna stampa è intitolata al nostro indimenticabile collega e amico Fabio Menchetti uno che amava i colori rossoneri.
Non si ricorda – o almeno nelle ultime gestioni, poi finite nel peggiore dei modi, per non parlare del periodo d’oro dell’epoca Egiziano Maestrelli e Aldo Grassi – che i tifosi abbiano dovuto pagare per la prima uscita della Lucchese in un campo sportivo, decisamente perfetto grazie all’imprenditore Stefano Silla e all’amministrazione comunale di Porcari, in una sgambata contro una formazione di categoria inferiore che servirà a Guido Pagliuca a mettere minuti sulle gambe dei suoi giocatori in vista della coppa Italia.
Una parte della tifoseria, dopo una retrocessione cocente per una serie di errori che sarebbe ingiusto rivangare (il passato è passato), si sarebbe aspettata che questa regola non scritta tramandata dagli anni e dalla statistica potesse proseguire e nella prima uscita a Porcari la società si comportasse esattamente come le precedenti proprietà: da Aldo Biagini negli anni Settanta-Ottanta a Piergiorgio Casanova nel 1983-84 per poi passare alla Superal e anche nelle gestioni, alcune delle quali fallimentari, degli anni Duemila. Quindi ingresso gratuito, logicamente nel rispetto delle normative vigenti, all’impianto sportivo di Porcari. E magari qualche tifoso, a inizio partita o nell’intervallo, sperava di potere ricevere gratuitamente una bottiglietta d’acqua o un caffé.
Comunque, nonostante il caldo e l’obolo versato, ci sono stati circa 200 paganti (una cinquantina i supporter provenienti da Seravezza e dintorni) e il club si è messo in tasca più o meno duemila euro. Non male per un’amichevole contro una formazione di serie D.
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