Proteste
Santini, l’uomo di ferro: l'Ironman di Castelnuovo
L’atleta di Castelnuovo prepara la massacrante gara di Cervia che mette in palio gli slot per i Mondiali di Kailua-Kona (Hawaii)
CASTELNUOVO. Ironman, ovvero uomo di ferro. E non può esserci definizione migliore per gli atleti che affrontano queste prove di triathlon estremo dove il fisico viene messo sotto dura prova. 225,8 chilometri tra nuoto, bicicletta e corsa per sognare le Hawaii. È questa la sfida di Pietro Santini, 29enne di Castelnuovo, che dopo un ottimo passato giovanile nel ciclismo, parteciperà all’Ironman Italy Emilia Romagna in programma a Cervia il prossimo 18 settembre.
Una gara massacrante composta da 3,8 chilometri di bracciate in mare aperto, 180 chilometri in sella alla bici e per finire, come se non bastasse, altri 42 chilometri e 195 metri a corsa, ovvero una maratona. In palio gli slot per partecipare alla Supersapiens Ironman World Championship 22 a Kailua-Kona, Hawaii. Vicino a Pietro la famiglia e la sua fidanzata Martina per un’impresa che sta preparando ormai da un anno. Santini è sempre andato forte. A livello dilettantistico ha corso fino a 22 anni con compagni come Fabio Aru e Giulio Ceccone e si è tolto grandi soddisfazioni con il titolo italiano juniores nel ciclocross e la maglia azzurra vestita ai mondiali di Tabor in Repubblica Ceca nel 2010. Ma il capitolo delle due ruote si è chiuso e Pietro ha messo nel mirino una nuova sfida.
«L’idea dell’ironman mi han sempre affascinato - afferma - ho passato un po’ di tempo a cercare il mio equilibrio e poi mi sono tuffato in questa nuova avventura. Con quali obiettivi? Non sono uno che gareggia per partecipare, ho preparato tutto al meglio delle mie possibilità e mi sono affidato a un team che mi ha aiutato per alimentazione, allenamento e tecnica. Ho conosciuto altri ironmen anche in Valle del Serchio e ho raccolto le loro esperienze. Lo slot per le Hawaii è un sogno perché nella mia categoria ci sono professionisti o atleti che lo stanno per diventare. Penso che il mio tempo potrebbe essere competitivo nella categoria successiva, ma comunque parto per crederci. Intanto voglio restare sotto le 10 ore di gara».
Il preparatore atletico è Enzo Fasano, da Livorno, responsabile del settore giovanile del triathlon per la Toscana. Il resto è tutto in famiglia. Papà Maurizio e mamma Erminia sono i primi tifosi, la sorella Veronica è medico dello sport pronta a seguire il fratello assieme alla nutrizionista Sara Campagna e poi c’è Martina.
«Per questa gara ho sacrificato tutto - racconta Pietro: - stare con gli amici, le vacanze con Martina e tanto altro. Sono perennemente ad allenarmi, da inizio anno ho saltato solo 14 giorni di allenamento. Nell’ultimo ho fatto 200km in bici e poi 7 a corsa perché bisogna imparare a gestire bene il passaggio tra le due fasi, dalla posizione "a uovo" della bici a quella della corsa. La mia famiglia e Martina sono sempre con me: con lei siamo andati a convivere da circa un anno ovvero da quando ho iniziato ad allenarmi e di tempo a casa, considerando anche il lavoro (Pietro lavora come operaio alla Kedrion,ndr), ne ho passato davvero poco e saperla vicina in questa sfida è fondamentale».Poi c’è stato anche il Covid, conclude, «non potevo certo permettermi di ammalarmi e nemmeno di stare in quarantena e quindi ho dovuto limitare tutti i rapporti con gli amici».
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