Il Tirreno

Lucca

INTERVISTA ALl’EX PRESIDENTE 

«Se si blocca la ristrutturazione dello stadio mi sfilo dal progetto sportivo della Lucchese»

Luca Tronchetti
«Se si blocca la ristrutturazione dello stadio mi sfilo dal progetto sportivo della Lucchese»

Per Bruno Russo, bandiera rossonera e dirigente del club, nella conferenza dei servizi dovranno essere evitati nuovi intoppi

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Luca Tronchetti

LUCCA. «Senza il progetto stadio, il progetto sportivo non va avanti. E io mi chiamo fuori dalla Lucchese». Firmato Bruno Russo. Non uno qualunque: il secondo giocatore di ogni epoca con la maglia rossonera, l’uomo che nel club ha ricoperto tutti i ruoli in campo (eccetto il portiere e il centravanti) e tutti gli incarichi fuori dal rettangolo verde (vice allenatore, direttore sportivo, presidente), la persona che si è spesa più di ogni altra sia in occasione del secondo fallimento che in occasione del terzo fallimento della gloriosa società ultracentenaria avvenuti rispettivamente nel 2011 e nel 2019 facendo rinascere il calcio a Lucca. Ecco, in un momento in cui il ripescaggio ha riportato un briciolo d’entusiasmo, in cui si parla diffusamente di mercato, in cui la Lega Pro ha comunicato gironi e calendari (Coppa Italia di C compresa) l’ex presidente e oggi socio dell’As Lucchese 1905 interviene con una dichiarazione che non lascia adito a fraintendimenti: «o il progetto va avanti oppure io mollo tutto e me ne vado».

Russo, cosa sta accadendo?

«Vedo troppa euforia per il ripescaggio. Si perde di vista lo scopo della Rinascita rossonera: quello del restyling del Porta Elisa. Si parla di calciomercato e ci si dimentica che giovedì 12 agosto si conclude l’iter della conferenza preliminare dei servizi e a settembre dovrebbero essere rese note le eventuali prescrizioni. La ripartenza si basa sull’impegno preso dall’amministrazione, ma vale anche per i consulenti tecnici e i dirigenti comunali e per la politica in generale, di portare avanti il progetto di ristrutturazione dello stadio che abbiamo presentato all’auditorium San Francesco. Qualcuno forse non ha capito che lo stadio di Lucca è un’opera d’interesse pubblico e deve andare di pari passo con il progetto sportivo. Se il 12 agosto, e mi auguro logicamente che questo non accade, sorgeranno problematiche insormontabili e il restyling dovesse subire un brusco stop allora ne trarrò le conseguenze. Il calcio vero, quello professionistico che presto sarà formato da meno di 60 squadre, passa dallo stadio. Altrimenti tutti i sacrifici economici fatti per il riconquistare la categoria persa sul campo sono stati inutili. E a Lucca non ci sarà domani per il calcio che questa città e questi tifosi meritano. Non sono uomo per tutte le stagioni: l’ho dimostrato durante la gestione Bacci e sono pronto a farlo di nuovo. Senza il progetto stadio io tolgo il disturbo. Lascio la Lucchese. Se gli altri soci vorranno continuare è affar loro. Io non ci sto (parafrasando Oscar Luigi Scalfaro). Confido nel sindaco Tambellini e nell’assessore allo sport, Ragghianti, persone che durante questi anni ci hanno sempre appoggiato credendo fermamente nell’importanza di uno stadio a norma, moderno e funzionale. Guardi, per avere lo stadio a norma quest’anno abbiamo dovuto affittare le torri faro oltre a mettere i seggiolini come impone la Lega Pro. Il costo? Centoquaranta mila euro. Secondo lei lo abbiamo fatto a cuor leggero senza una prospettiva futura? Ricordo a tutti che dietro di noi ci sono imprenditori lucchesi che hanno sposato il progetto e a cui dobbiamo rendicontare ogni cosa che facciamo».

L’alternativa al progetto stadio?

«Per me non c’è. Anche perché il Comune dovrebbe renderlo agibile e i costi per la comunità non sarebbero indifferenti. L’Aurora Immobiliare, con i suoi professionisti, sta cercando di ottemperare le richieste dei consulenti della giunta comunale per trovare la quadratura del cerchio. Ripeto: lo stadio non sarà un centro commerciale, ma un centro sportivo con servizi per le famiglie. E la parte commerciale sarà ampiamente minoritaria e non ci saranno supermercati. Adesso è il momento delle scelte. Ora o mai più: il futuro del calcio a Lucca si decide in questi giorni».

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