Sicurezza
Una lunga telenovela che danneggia molti club
Nella giornata di oggi dovremmo assistere alla fine di una telenovela che ha causato difficoltà, disagi e danni non solo alla Lucchese ma anche agli altri club ripescati in C e, nel caso del Cosenza, in B.
È assolutamente paradossale che una serie di club, ripescati perché ben amministrati (ovvero a posto con i pagamenti di stipendi, contributi e fideiussioni varie), insomma meritevoli al di là dei verdetti del campo, per una settimana intera non abbiano potuto lavorare serenamente.
La Figc infatti non ha ancora comunicato ufficialmente i ripescaggi, e non ha aperto a queste società il portale presso il quale registrare e depositare i contratti dei nuovi giocatori.
Eppure non ce la sentiamo di puntare il dito contro la Federazione. Se Gravina avesse firmato i ripescaggi e poi uno o più dei club che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio avessero vinto, oggi ci troveremmo, come è successo in un passato neanche troppo lontano, magari con la B a 21 squadre e la C con squadre iscritte.
È il sistema che va riformato. E subito, anche. Perché la Figc non ha il potere di andare contro le decisioni della magistratura amministrativa. Ma la stessa Figc non ci perde niente, in queste lungaggini, mentre i club ci perdono eccome. La Lucchese e altri club hanno dovuto fare i salti mortali per non perdere troppi giocatori, e dovranno rifarli perché sanno già che arriveranno ai primi appuntamenti stagionali in grave ritardo di preparazione rispetto ai concorrenti. —
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