Il dolore
È il Chievo a tenere in ostaggio la Figc e tutti i ripescaggi
Il ricorso al Tar del Lazio della società clivense rischiava di portare la B a ventuno squadre in vista della riforma del calcio Club difeso dall’avvocato Mattarella
LUCCA. La domanda che si fanno i tifosi rossoneri sorge spontanea: perché la Figc attende il pronunciamento del Tar del Lazio del 2 agosto anziché ottemperare alle decisioni prese dal Collegio di Garanzia del Coni (organo federale a cui risponde la Figc, per intenderci la Corte di Cassazione dello sport) presieduto dall’ex ministro degli Interni Franco Frattini (Governo Berlusconi) che ha escluso dal professionismo Chievo, Casertana, Carpi, Novara e Sambenedettese e ripescare le aventi diritto (Cosenza in B, Latina, Lucchese, Fidelis Andria, Fano o Pistoiese e Siena) per dare il via libera ai campionati di serie B e C favorire la composizione dei gironi di serie D?
Le ragioni di questo ulteriore rinvio che danneggia tutte le cinque ripescate (Lucchese in testa, costretta a partire per il ritiro con squadra largamente incompleta a meno di tre settimane dall’inizio delle competizioni ufficiali) riguarda principalmente la posizione del Chievo. I clivensi, assistiti al Tar del Lazio dagli avvocati Bernardo Giorgio Mattarella (figlio del presidente della Repubblica), Daniele Ripamonti e Flavio Iacovone, impugnano la decisione del Collegio di Garanzia del Coni e, forti dell’influente posizione pregressa del presidente Luca Campedelli, provano a rovesciare ciò che è già stato sentenziato dalla giustizia sportiva. Diciamo la verità, più che l’attesa delle motivazioni del Collegio di Garanzia del Coni e a velocizzare la risposta del Tar al 2 agosto (ma la sospensiva è sempre in agguato), il presidente federale ha provato a «tastare il terreno» per poi prepararsi, nel caso di ipotesi di ribaltamento, ad una battaglia giuridica senza esclusione di colpi tenendo sempre ben a mente che nel giro di 12-24 mesi deve portare ad una riforma che prevede: una serie A a 18 squadre, una B a 18 squadre e una C Elité a 18 squadre. Per un totale di 54 squadre professionistiche. Più una D Elité a tre gironi da 20 squadre (Nord, Centro, Sud) semi professionistica. A quel punto gironi regionali a livello dilettantistico. La situazione del Chievo da tempo è monitorata dagli organi federali. Basta ricordare che il suo presidente, Luca Campedelli, è indagato dalla procura di Bologna per utilizzazione di fatture relative ad operazioni inesistenti nelle dichiarazioni fiscali presentate negli anni di imposta dal 2014 al 2018, nella emissione nel corso dei medesimi anni di fatture aventi a oggetto prestazioni inesistenti e nella redazione di false comunicazioni sociali per avere indicato nei bilanci del Chievo. Logiche che le altre formazioni vanno a rimorchio dei gialloblù. Intendiamoci: il ripescaggio della Lucchese è certo, ma con una Figc più coraggiosa e meno soggetta a influenze di natura politico-sportiva oggi i rossoneri sarebbero già in ritiro. A buon intenditor... —
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