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grandi novità in arrivo 

La Lucchese aspetta il sì definitivo per la C e Gravina accelera per la riforma dei tornei

Antonio Scuglia
La Lucchese aspetta il sì definitivo per la C e Gravina accelera per la riforma dei tornei

Il presidente federale vuole due sole leghe professionistiche dal 2024, e già dal 2022 una terza e una quarta serie d’elite  

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Antonio Scuglia

Lucca. Il rinvio della decisione sui ripescaggi danneggia sicuramente la Lucchese e gli altri club aventi diritto: è assurdo che i gradi di giudizio per stabilire se una società ha fatto le cose per bene si moltiplichino come i funghi. La Covisoc l’8 luglio boccia sei club, il Consiglio federale della Figc il 15 luglio certifica la loro esclusione, i club fanno ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, quest’organo il 26 luglio conferma le esclusioni, si torna al Consiglio federale che però il 27 dice «ok ma aspettiamo perché questi fanno ricorso al Tar», il Tar del Lazio si esprimerà a quanto pare il 2 agosto... e poi si tornerà al Consiglio federale che prenderà atto delle sentenze. Se non ci siamo persi, sono sei passaggi, tre dei quali rispetto allo stesso organo.

E attenzione, qui non si tratta di accusare il Consiglio federale o il presidente Gabriele Gravina. Voi firmereste sei esclusioni fra B e C, sapendo che fra una settimana la vostra decisione potrebbe essere ribaltata da un tribunale dello Stato e vi potreste ritrovare con 21 squadre in B e 65 in C? Si tratta di constatare che questo sistema non va. Perché è farraginoso, non dà certezze, non dà garanzie.

Ora, tutto fa pensare che il 3 agosto le cose si metteranno a posto e Cosenza in B, e Latina, Lucchese, Andria, Fano e Siena in C (ad oggi, la Pistoiese resterebbe fuori perché la Paganese è stata riammessa) potranno festeggiare. Ma intanto si trovano tutte, e non per loro colpe, tra color che son sospesi come direbbe Dante Alighieri. E tanto per restare dalle nostre parti, il raduno è stato rinviato perché non si possono firmare e depositare i contratti dei giocatori finché non c’è l’assegnazione ufficiale della categoria.

A Lucca la società ha preso atto del rinvio, soddisfatta comunque dell’ufficializzazione della graduatoria che la vede prima fra i club di C: anche se tre ricorsi al Tar su sei fossero vincenti (e a Roma sono certi che solo uno, quello del Chievo, ha qualche chance) il suo posto per il ripescaggio non sarebbe in dubbio.

Il tira e molla sui ripescaggi ieri ha fatto passare un po’ in secondo piano una novità che in prospettiva è importantissima, ovvero la riforma dei campionati. Già, perché Gravina ha presentato in Consiglio una bozza di riforma del sistema di portata epocale, ispirata ai principi di sostenibilità e stabilità. «È tempo di cambiare per dare una prospettiva di lungo termine al calcio italiano», ha dichiarato Gravina aprendo la discussione dopo aver inviato un documento a tutti i presidenti delle componenti.

Crisi economica e difficoltà gestionali sono gli argomenti principali che hanno spinto il presidente federale a trovare delle soluzioni per creare le condizioni migliori per svolgere l’attività sportiva in maniera programmata.

Il progetto sviluppato su più annualità prevede la creazione, a partite dalla prossima stagione sportiva, di una C Elite e di una D Elite per aggredire una delle criticità economiche più grandi del sistema: il salto di categoria. Raffreddamento del sistema, contenimento dei costi e una nuova suddivisione delle risorse sono gli obiettivi dichiarati della bozza di riforma.

Con l’avvio della stagione 2024/25, l’obiettivo di Gravina è ridurre a due il numero delle Leghe alle quali delegare l’organizzazione dei campionati professionistici. Partendo dal principio dei vincoli e dei blocchi a livello statutario che impediscono l’approvazione di un qualsiasi progetto di riforma del sistema, Gravina ha annunciato che è sua intenzione convocare un’Assemblea straordinaria entro la fine di novembre per aggiornare lo Statuto della Figc.

Ed ha spiegato come la riforma non debba essere incentrata sul format dei campionati e sul numero delle società iscritte, ma sia quanto mai necessaria per ridurre il divario nella ripartizione delle risorse tra i diversi campionati: «Il nostro sistema sta conoscendo una delle sue crisi più profonde – ha ribadito nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla riunione del Consiglio – e le difficoltà che sta attraversando mettono a dura prova diversi settori legati all’industria del calcio». Naturalmente però la proposta dovrà superare il vaglio dell’Assemblea, ed è difficile ad oggi calcolare le probabilità che si vada in un senso o nell’altro. —

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