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Lucca

GLI IMPRENDiTORI VICINI ALLA SQUADRA  

Venti sponsor in pochissimi giorni hanno raccolto trecentomila euro

L.T.
Venti sponsor in pochissimi giorni hanno raccolto trecentomila euro

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LUCCA. Sono state una ventina di aziende – i cui titolari sono stati chiamati a raccolta da uno degli sponsor principali che dall’inizio hanno permesso alla Lucchese di potersi iscrivere in soprannumero alla D utilizzando la professionalità di Russo, Santoro, Deoma e Vichi – che in meno di una settimana hanno trovato le 300mila euro per compilare l’assegno circolare a fondo perduto destinato alla Lega Pro per il ripescaggio. La decisione è stata presa durante una cena in una nota pizzeria-trattoria ai confini della provincia di Lucca quando, due settimane fa, è emersa chiaramente la possibilità del ripescaggio. I vertici della serie C hanno fatto sapere al club rossonero che, in base ai nuovi criteri, la Lucchese era al primo posto (in considerazione della penalizzazione del Livorno) nella graduatoria dei ripescabili in serie C. Quindi se il club avesse ottemperato al versamento del contributo straordinario di 300mila euro e alle due garanzie fideiussorie per un totale di 650mila euro (per una ci ha pensato come sempre la Celfa, mentre l’altra è stata sottoscritta dagli altri sponsor che hanno sposato il progetto stadio) il ripescaggio sarebbe stato matematico. Quando l’otto luglio la Co.Vi.So.C. ha escluso i cinque club di C (Casertana, Carpi, Novara, Sambenedettese e Paganese) e il club di serie B (il Chievo) ed è emerso chiaramente che la seconda ripescata sarebbe stata la Lucchese è iniziato un frenetico tam tam tra gli imprenditori. A testimonianza che la Lucchese ha ancora un suo fascino. —

L.T.

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