Finanza
Lucchese, ore decisive per la C
La società è alla ricerca dei fondi necessari (un milione) per poter accedere al ripescaggio
Luca Tronchetti
LUCCA. «Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco». L’antico adagio del vecchio Trapattoni calza a pennello con la situazione a bocce ferme della Lucchese. Da un lato la possibilità di poter accedere al ripescaggio è praticamente scontata. Perché oltre al Gozzano e alla Casertana che sono matematicamente out dalla Lega Pro delle altre cinque formazioni a rischio (Chievo, Carpi, Novara, Sambenedettese e Paganese) almeno un paio sono destinate a lasciare mestamente il professionismo. Non solo. Stando a quanto afferma il collega della Gazzetta dello Sport, Nicola Binda, uno specialista della serie B e C, praticamente il giornalista più attendibile e vicino al palazzo, le situazioni di tre squadre sono molto serie. E se le tre squadre in questione sono il Chievo Verona, il Carpi e il Novara – tre compagine che hanno militato negli ultimi dieci anni in A e B – è un segnale inequivocabile che questo calcio è ormai (da tempo) al capolinea e che le riforme (vere e non presunte) sono ormai non più procrastinabili. Troppe cento squadre professionistiche. Siamo l’unico paese in Europa con questi numeri insostenibili che portano, inesorabilmente, ai fallimenti societari (e a Lucca ne sappiamo qualcosa). Una A a 18-20 squadre, una B a 20 squadre e una C d’Elité nazionale con 20 squadre e proventi maggiori dalle tv e non solo dal minutaggio eviterebbe l’annuale ecatombe e darebbe maggiore stabilità al sistema che ogni anni è sull’orlo dell’implosione. L’ottimismo (di facciata) di molte società che illudono i tifosi (sempre più attenti) è un male da combattere a partire dalle istituzioni e dalla stampa che troppo spesso per il quieto vivere si tappa gli occhi, la bocca e le orecchie per non vedere, per non parlare e per non sentire. I pareri Co.Vi.So.C. danno alla Lucchese la certezza quasi matematica (99%) del ripescaggio. Assieme all’Aglianese (se lo vorrà), al Latina e forse c’è spazio pure per Fc Messina (o Siena)e Arezzo. Come a dire che la Toscana è pronta a tornare in Paradiso (serie C) a dispetto dei Santi (la classifica impietosa della passata stagione). Tutti firmeremo per la Lucchese di nuovo in C. Ma occorre aver chiaro un concetto che l’ex presidente Bruno Russo tiene sempre in mente: guai a impiccarsi e a ipotecare il futuro soltanto per disputare un altro campionato di serie C che, visto il milione necessario per il ripescaggio (300mila cash e 650 di fideiussioni oltre alla tassa d’iscrizione), sarà all’insegna di una salvezza speriamo meno sofferta possibile con il lancio di tanti giovani di belle speranze (modello Pontedera) e l’ingaggio di 5-6 over (speriamo davvero di categoria). Sì al ripescaggio, ma soltanto se verranno trovati nuovi fondi (attraverso nuovi ingressi, sponsor o partecipazioni esterne) che non vadano a intaccare il modello economico. Perché il motto «potremo anche retrocedere, ma senza fare debiti» è più che mai valido. Occorre poi tenere presente che c’è un altro problema: il potenziamento delle torri faro da portare a 800 lux. Servono altri soldi, oltre a garanzie legate alla staticità. I dirigenti rossoneri si stanno impegnando alacremente per trovare il denaro necessario. La prudenza non è mai troppa. —
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