Sicurezza
Lucchese, 72 ore decisive per capire se la squadra giocherà in serie C o in D
Con il ripescaggio, probabile il ritorno di Adamoli e Solcia Altrimenti via libera agli ingaggi di Vivoli, Chinnici e Folino
Luca Tronchetti
LUCCA. Tra mercoledì e giovedì sapremo se la Lucchese disputerà nella stagione 2021-22 il campionato di serie D oppure verrà ripescata dopo l’amara retrocessione del torneo di C dell’annata calcistica appena conclusa. Nel Dopoguerra l’unica volta che la Lucchese ha usufruito di un ripescaggio risale alla stagione 1957-58 quando la formazione militante nella Prima categoria della IV serie (una sorta di D d’Eccellenza o di C2 che dir si voglia) pur non vincendo il campionato venne ammessa alla C nazionale per meriti sportivi. Sono passati 63 anni e la ruota potrebbe girare per il verso giusto. L’importante è che il club – senza indebitarsi in modo eccessivo (non gradiremo che il record di fallimenti, tre in undici stagioni, potesse essere ulteriormente ritoccato) – possa far fronte all’impegno oneroso (300 mila euro cash, più due fideiussioni per un totale di 650mila euro oltre alla tassa d’iscrizione alla C) e contestualmente costruire una squadra (servirà un milione e mezzo più o meno) in grado di mantenere la categoria. La palla passa logicamente agli sponsor (Varia, Celfa, Bardhal, Gruppo Puccetti, ecc.) ed eventualmente a finanziatori esterni interessati al progetto stadio e in grado di garantire la società attraverso magari un impegno fideiussorio.
Questa situazione di stallo e di attesa si ripercuote logicamente sul mercato. É bene essere chiari: gli ingaggi del portiere Vivoli, del difensore laterale Chinnici e del centrale Folino, tutti di proprietà dell’Empoli, sono mirati per la serie D. Se arrivasse il ripescaggio Russo, Deoma e Pagliuca si dirigerebbero su altri elementi giovani che hanno maturato esperienze in serie C. E a quel punto non sarebbero da escludere i ritorni di Daniele Solcia e Andrea Adamoli, entrambi nati nel 2001 e con esperienza consolidata nella terza serie del calcio.
Le voci in queste ore si rincorrono. Qualche organo di informazione sostiene persino che per la Casertana – nonostante la normativa in proposito sia chiara e il termine del 28 giugno per la presentazione della fideiussione sia indicato come perentorio – non sia ancora finita e il ricorso presentato dai legali per sanare l’inadempienza del club possa dare i frutti sperati visto che la società di patron D’Agostino sembra nutrire qualche speranza che l’esclusione dal calcio che conta potrebbe essere non definitiva. Francamente ci stupiremo se la Casertana fosse ai nastri di partenza del campionato di Lega Pro anche nella prossima stagione. La decisione della Co.Vi.So.C. fugherà dubbi e perplessità.
Per quanto riguarda la riforma dei campionati – se ne parla ormai da decenni – sembra che le componenti sotto l’egida del presidente Gabriele Gravina abbiano stabilito l’annata calcistica 2023-24 come dead line. In quella stagione avremo una serie A a 18 o 20 squadre, una B a 20 squadre, una C d’Elité a 20 squadre e due serie C Silver semiprofessionistiche a 20 squadre ciascuna. —
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