Lutto
Dopo il Qatar e la Turchia, Francesco Farioli è pronto per il sogno: una panchina di A
L’ex preparatore dei portieri rossoneri è un allenatore ancora giovanissimo ma di grande successo, e piace allo Spezia
Nicola Nucci
LUCCA. Una storia che sembra una favola, che parte da Lucca e passa dal Qatar e arriva ad Istanbul in Turchia per approdare forse alla serie A italiana. Lo Spezia, abituato alle scommesse vincenti, per il probabile addio del suo tecnico Vincenzo Italiano, nel mirino della Fiorentina, pensa anche al lucchese Francesco Farioli, 32 anni, allenatore del Fatih Karagumruk, arrivato ottavo nell’ultima edizione della Super Lig turca.
Il ds Riccardo Pecini è pronto a scommettere sul più giovane tecnico italiano nei campionati europei di prima divisione. Da ex preparatore dei portieri ad una panchina importante nella massima serie dopo qualche anno da collaboratore di Roberto De Zerbi al Benevento e al Sassuolo. Originario di Barga, Farioli ha appeso presto i guanti del portiere (nelle giovanili nel Margine Coperta) e si laureato in filosofia all’Università di Firenze con la tesi «Filosofia del gioco, l’estetica del calcio e il ruolo del portiere» a Coverciano premiata con una borsa di studio dall’associazione allenatori dei portieri.
A 20 anni inizia a preparare i numeri uno della Fortis Juventus in Eccellenza e in D. Poi il primo grande salto della sua carriera avviene nel 2014, quando a 25 anni passa alla Lucchese diventando il più giovane preparatore dei portieri. «Una grandissima soddisfazione» sono le sue parole nel 2014 quando riceve l’incarico.
Riccardo Guidi, storico preparatore atletico rossonero, lo ricorda come un «professionista scrupoloso e attento ai dettagli, coraggioso e con tanta voglia di scoprire e migliorarsi. Quando era preparatore dei portieri alla Lucchese aveva già un orizzonte ampio e si era appassionato di match analyst come video analista, studiando tattica e schemi. Sarebbe stupendo se andasse ad allenare in A».
L’anno dopo l’esperienza in Qatar all’Aspire Academy, centro di formazione di giovani in vista dei Mondiali del 2022. Quell’esperienza, nella quale ricopre sia il ruolo di allenatore dei portieri che di performance analyst, gli apre le porte nella stagione successiva ala nazionale giovanile del Qatar. «Una scelta per crescere e strutturarmi» dichiara all’epoca.
Nel 2017 il ritorno in Italia dove dice sì alla chiamata di De Zerbi al Benevento all’interno del suo staff, colpito dall’analisi di Farioli sulla gara Foggia-Lucchese del 2015. De Zerbi lo porterà con sé anche al Sassuolo.
Poi un’altra porta girevole che Farioli prende al volo: la Turchia. Prima come vice e coordinatore dell’area metodologica dell’Alanyaspor, nella Super Lig turca. Nel marzo scorso su di lui punta il neopromosso Fatih Karagumruk di Istanbul, primo incarico da allenatore capo. In questa squadra ci sono ex calciatori della A come Borini, Bertolacci, Viviano, Castro e Lucas Biglia e si gioca alo stadio Atatürk, palcoscenico della finale di Champions del 2005 tra Liverpool e Milan. «Ho avuto sempre una tendenza e un piacere allo studio del gioco. Un passaggio in più per completarmi» sono le sue parole il primo giorno in Turchia, dopo avere tenuto una lezione persino alla Masia, la cantera del Barcellona.
Nella sua esperienza turca è affiancato da un altro ex Lucchese, Daniele Cavalletto, che dal marzo scorso dopo l’esonero alla Vis Pesaro (fedelissimo di Galderisi) è assistant coach di Farioli, in rossonero come preparatore dei portieri prima con Pagliuca, poi con la coppia Galderisi-Cavalletto.
Nello staff anche David Sassarini, ex Varese. Un allenatore filosofo, quasi una rarità nel calcio del business che mette avanti i valori economici a quelli umani ed etici. “Il calcio è la metafora della vita” è la frase di Jean Paul Sartre (citazioni anche di Luigi Pirandello e Goethe) che riporta sull’homepage del suo sito «Tutti i grandi allenatori – scrive Farioli – da Mourinho a Bielsa, da Ancelotti a Guardiola, sono filosofi-registi che si confrontano sul campo con idee tattiche tra loro divergenti, ma che, nonostante le diversità, focalizzano la loro attenzione nella creazione di quel fine comune che è il bene della squadra». Farioli però è senza patentino e questo aspetto potrebbe fare sfumare il sogno. Il club ligure sonda altre piste, da Nicola a Maran. –
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