Proteste
Lucchese, la speranza della C legata a Casertana e Paganese
Le due formazioni campane hanno chiesto ai tribunali di Caserta e Nocera la ristrutturazione aziendale a testimonianza di una grave situazione debitoria
LUCCA. Non è il Catania, unica formazione di serie C che attualmente versa in condizioni delicate per un debito pregresso da far tremare i polsi, la società che la Lucchese monitora per capire quale potrebbe essere il suo futuro. I vertici del club tengono le antenne dritte su quanto accade al tribunale di Caserta e a quello di Nocera Inferiore. Il motivo? Casertana e Paganese (Nocera è competente su Pagani) non navigano in acque tranquille. Hanno più di una difficoltà. Tanto che i vertici delle due società hanno presentato un piano di ristrutturazione aziendale. Un processo di organizzazione e gestione aziendale che include un intervento sul piano finanziario attraverso una riduzione dei debiti contratti. La domande sorge spontanea: al di là della decisione dei due tribunali civili competenti se accettare o respingere il piano di ristrutturazione aziendale (nel secondo caso sarebbero guai seri per i due club) come reagiranno Figc e Lega Pro? Potranno permettersi il lusso di accettare il rischio che, se le cose non andranno per il verso giusto, i due club o anche uno solo si trovino in gravissime difficoltà finanziarie tanto da essere poi esclusi dal torneo come accadde l’anno passato al Trapani oppure tre anni fa alla Pro Piacenza?
Il cauto ottimismo che trapela in società deriva proprio dalla situazione di questi due club a prescindere dal Catania e dal ripescaggio delle formazioni B o under 23 di serie A (a oggi nessuna squadra, oltre alla Juventus, ha presentato al domanda e non sembra che nessun club sia intenzionato a farlo) o alle squadre di serie D che hanno disputato i playoff e che hanno forza economica tale da versare 300 mila euro come contributo straordinario alla Figc allegato alla domanda di ripescaggio. A eccezione del Siena, eliminato dalla finale playoff di D, no n sono molte le compagini disposte a sobbarcarsi quell’onere aggiuntivo a cui va sommata la fideiussione, la tassa d’iscrizione e soprattutto la cifra legata al mercato e agli stipendi dei calciatori. Certo, anche la Lucchese dovrebbe versare 300mila euro come contributo straordinario. Una cifra considerevole che ridurrebbe poi il budget per operare sul mercato. Tuttavia il club rossonero è in testa, visti tutti i parametri, tra le formazioni di C da ripescare e precede l’Arezzo e la Pistoiese.
Occorre però star bene attenti. L’anno passato per tutta l’estate alla Pianese, che Guido Pagliuca conosce bene per averla allenata, venne ipotizzato il ripescaggio anche per la situazione in cui versava il Trapani. Ma i mesi passarono, la Pianese s’iscrisse alla D e giocò le prime partite di campionato. Solo alla terza il Trapani sparì dalla serie C e la formazione bianconera di Piancastagnaio avrebbe dovuto sostituirla. Ma aveva già iniziato il campionato e i ricorsi presentati dal club senese finirono nel dimenticatoio. Morale? La squadra venne allestita a pezzi e a bocconi per la mancata chiarezza di fondo. La Pianese era diventata un porto di mare: giocatori che andavano perché la squadra non era ripescata in C, giocatori che venivano perchè più adatti alla D. Un caos. La Lucchese deve, già a partire da questa settimana, iniziare il mercato. Partendo, magari, dagli under (portiere, difensore sinistro) o dagli over (centrocampista) che possono avere spazio anche in Lega Pro. Altrimenti i pezzi migliori, specie per la D, finiranno altrove. —
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