Gioco
Livorno, aria di cessione Pistoia, proteste dei tifosi
Le rivali retrocesse dallo stesso girone di C
LUCCA. Se sarà serie D, un bel po’di sale alla stagione lo daranno i derby con Livorno e Pistoiese, retrocessi proprio insieme ai rossoneri. Sia in casa amaranto che in casa orange l’atmosfera continua ad essere molto tesa.
A Livorno, dopo una lunga serie di trattative naufragate, sembrano esserci novità sulla cessione del club. Martedì prossimo ci sarebbe un incontro tra il presidente Silvio Aimo, il vice Guido Presta, l’ex presidente Aldo Spinelli e un imprenditore italo-svizzero interessato a rilevare il 90 per cento delle quote. Presta ha parlato di un «accordo verbale tra le parti», smentendo poi che si tratti di Maurizio Rullo, ex proprietario ed ex presidente del Novara, ma gli indizi sembrano portare proprio a quel nome. Allo stesso tempo gli avvocati del Gruppo Spinelli sono in stretto contatto con lo studio legale Benigni & K, che rappresenta il fondo indiano legato all’imprenditore Yogesh Maurya. Contatti, scambi di mail, ipotesi di accordo. Secondo quanto raccolto, Maurya e soci erano disposti a investire subito fino a due milioni di euro per l’acquisto. Ma ora si guarda all’imprenditore italo-svizzero, che sarebbe disposto a mettere sul piatto un milione di euro per l’aumento di capitale a fine mese.
Intanto a Pistoia, dopo la partecipata manifestazione davanti allo stadio Melani di due settimane fa, i tifosi arancioni sono tornati a farsi sentire. Tutti i principali attori in questo delicato momento transitorio continuano a trincerarsi nel silenzio. E allora è stato il gruppo Cuori Arancioni a provare nuovamente a smuovere le acque: «È già trascorso ormai un mese – ricordano i tifosi – da quando il presidente Orazio Ferrari ha annunciato le proprie dimissioni dalla presidenza della Pistoiese ma in sostanza la situazione è tuttora invariata, ovvero con tutti i soggetti al solito posto e senza alcuna novità di rilievo».
Di questo passo, affermano, «potrebbe concretizzarsi lo scenario che non avremmo mai voluto vedere, ovvero quello in cui la famiglia Ferrari continua a portare avanti l’attività, forte della maggioranza delle quote detenute nella Holding Arancione». –
A. Sc.
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