Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO ROSSONERO 

Lucchese, per un campionato di D si pensa al ritorno di Pagliuca

Luca Tronchetti

Un’ipotesi suggestiva che rievoca il trionfo della partita di Correggio nel 2014  Nella A dei dilettanti potrebbe essere data un’altra chance al diesse Deoma  

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Luca Tronchetti

LUCCA. Manca l’ufficialità, ma se non avverranno scossoni legati a crac e mancate iscrizioni dei club di serie C (pare che tutte le squadre aventi diritto, compresa la Sambenedettese che dieci giorni fa pareva spacciata, abbiano le carte in regola per iscriversi in Lega Pro) la Lucchese disputerà la stagione 2021-22 nella A dei dilettanti. Due stagioni per tornare al punto di partenza. Anche se sarebbe ingeneroso non riconoscere a questa dirigenza di aver salvato il calcio dall’oblio dopo il fallimento del 2019, il terzo in undici anni. Certo è che occorre ricreare quell’entusiasmo perduto al termine di un campionato nato male e finito peggio. Dalla prossima stagione poi ci saranno i tifosi sugli spalti: arrabbiati e delusi. Pronti a incitare, ma decisi a fischiare al minimo inciampo una formazione che in serie D deve soltanto pensare a un campionato di vertice e possibilmente a vincerlo per recuperare in fretta il terreno perduto. La lista dei papabili – allenatori vincenti in categoria e che non risiedano fuori Toscana – si riduce a tre nomi: Giancarlo Favarin, Massimo Morgia e Guido Pagliuca. E potrebbe essere proprio il tecnico cecinese, 45 anni, artefice della promozione in Lega Pro nel 2013-14 – avvenuta nei minuti di recupero dell’ultima giornata contro la Correggese, avversaria dell’intera stagione e che era avanti di due punti in classifica – l’«asso nella manica» della dirigenza rossonera. Era stato cercato già nella stagione 2019-20 in serie D quando la Lucchese di Monaco stentava in avvio di campionato. E dopo il ko a Casale c’era stato un contatto telefonico. Ma proprio in quelle ore Pagliuca aveva ricevuto un’offerta irrinunciabile: fare il vice alla Cremonese in B che aveva appena assunto come capo allenatore Marco Baroni. Adesso, a distanza di quasi sette anni, Pagliuca – che conosce bene la categoria e ha vinto nel 2010-11 a Borgo a Buggiano e tre anni dopo a Lucca – avrebbe la possibilità di tornare in una città che porta nel cuore con una tifoseria, specie quella più calda della curva, ancora memore di quell’impresa esaltante. Lui, al momento, preferisce non rilasciare dichiarazioni. Difficile dire se il contatto sia già avvenuto. Certo è che troverebbe diversi estimatori nel club: da Bruno Russo, suo mentore che lo volle fortemente nel 2013 e lo difese anche la stagione successiva sino all’avvento di Giovanni Galli che di fatto lo esautorò in C dopo il ko interno con la Pistoiese, al direttore generale Mario Santoro che, in un recente passato, ha sempre speso parole lusinghiere dal punto di vista tecnico-tattico per il trainer di Cecina. É bene però sgombrare il campo da facili entusiasmi. Pagliuca conosce come pochi la categoria e i calciatori. Ma dal suo addio a Lucca non è riuscito più a vincere. Nel 2015-16 nell’Imolese, nel 2016-17 e all’inizio del 2017-18 nel Real Forte Querceta, nel 2018-19 nel GhiviBorgo e nel 2020-21 nella Pianese. Tutti club in cui ha collezionato esoneri anche se, sul piano dei risultati, le sue squadre stavano facendo bene. Se avesse avuto un carattere più malleabile avrebbe fatto ben altra carriera. E in questo contesto anche la figura del diesse Daniele Deoma – che in serie D comunque aveva dimostrato di scegliere i giocatori giusti– potrebbe non essere messa da parte. Potrebbe avere un’altra possibilità. Se così non fosse un altro dirigente esperto di mercato è Umberto Arringhieri, ex ds vincente al Pontedera e con il Tuttocuoio in serie D. —

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