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IL FUTURO della lucchese 

Favarin, il vincente della serie D «La differenza la fanno le punte»

Luca Tronchetti
Favarin, il vincente della serie D «La differenza la fanno le punte»

Per l’esperto allenatore che ha trionfato ben cinque volte nella A dei dilettanti oggi più di ieri servono quattro under di ottimo livello in campo dal primo minuto

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Luca Tronchetti

LUCCA. Tra gli allenatori in attività assieme a Carmelo Parlato, attuale e riconfermatissimo tecnico del Trento appena promosso in C dopo 18 anni di assenza, lui è uno dei più vincenti. Giancarlo Favarin, 63 anni il prossimo 28 agosto, ha ottenuto cinque promozioni nei professionisti nei suoi trent’anni di onorata carriera in panchina: nella stagione 1998-99 alla guida del Castelnuovo, nel 2008-2009 alla direzione della Lucchese, nel 2012-13 e nel 2015-16 sulla tolda di comando del Venezia e nel 2014-15 al vertice della Fidelis Andria. Chi, meglio del trainer di Arena Metato – sul podio come numero di presenze da allenatore della Lucchese – può avere un quadro della serie D più attinente alla realtà visto che in questa stagione sino a tre mesi fa ha guidato il Follonica-Gavorrano nel girone E?

Mister, cosa serve per vincere un campionato complicato come quella di serie D?

«Se dovessi costruire una squadra competitiva prima penserei ad ingaggiare quattro (meglio ancora sei o otto) under di qualità. In questa stagione i quattro elementi sempre in campo dovranno essere nati negli anni 2000, 2001, 2002 e 2003. Una volta ingaggiati giovani bravi mi dedicherei agli over soprattutto per quanto concerne l’attacco. Sono dell’opinione che in questa categoria, proprio per la presenza di quattro giovani su undici, gli errori, dettati dall’inesperienza soprattutto nel reparto arretrato, sono all’ordine del giorno. Quindi meglio avere attaccanti forti e di categoria in modo da segnare un gol più dell’avversario piuttosto che in altri ruoli. Ricordo che, per esempio, nella Lucchese della stagione 2008-09 davanti avevamo Galli-Scandurra e Pera che garantirono più di 40 gol. Quindi meglio vincere 5-4 o 4-3 piuttosto, proprio in considerazione della giovane età specie dei portieri, di difendere un vantaggio risicato».

Portiere under o over?

«Premetto che di over in squadra ne servirebbero una decina. Tutti calciatori che hanno caratteristiche tali da fare la differenza in D, ma che possono starci anche in serie C. Importante poi che i vecchi sappiano legare con i ragazzi. Siano in grado di trasmettere fiducia e usare bastone e carota al momento giusto al di là delle scelte dell’allenatore. Per quanto riguarda il portiere dipende dagli under che hai in rosa. Se nei ruoli di movimento sei coperto da elementi all’altezza della categoria allora puoi permetterti anche un portiere esperto e affidabile. Se invece tra gli under puoi utilizzare un giovane di prospettiva allora meglio avere un giocatore esperto in più tra quelli di movimento sia in difesa, che in mezzo al campo e soprattutto in attacco. Di solito i giovani si impiegano sulle corsie esterne e qualcuno, più dotato, a centrocampo».

Nella stagione che volge al termine ha visto qualche squadra e qualche elemento che l’ha impressionata?

«San Donato, Trastevere, Siena e soprattutto Montevarchi. La formazione di Malotti mi ha impressionato per la qualità degli under, alcuni fatti in casa, e per la personalità degli attaccanti come Giustarini, Jallow e il lucchese Frugoli. La Lucchese? Mi auguro che venga riammessa e comunque resta sempre nel mio cuore. Dovessero chiamarmi non ci penserei su due volte». —

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