Sicurezza
Manfredi, in gol a 16 anni «Il pallone pesava tanto»
ALTOPASCIO. Settimana di gioia per Marco Manfredi. Dopo l’esordio in Eccellenza a sedici anni, alla quinta giornata di campionato è arrivato il primo gol in categoria. Quasi allo scadere, con gli avversari che attaccavano con insistenza verso la porta di Citti, il Tau ha saputo ripartire in contropiede grazie alla velocità di Benedetti, bravissimo a servire l’assist per il baby compagno chiamato soltanto a spingere la palla dentro la porta sguarnita.
Gol facile? Manfredi sostiene il contrario: «In quel momento in cui ho ricevuto la palla, la porta avversaria mi sembrava piccola e la palla pesante come un macigno».
Due i ringraziamenti e una la dedica per questo bomber che il Tau aveva scovato nella categoria Giovanissimi dalla società Versilia: «Il primo grazie lo merita Benedetti per l’assist. Il secondo va a mister Cristiani, che mi concede minutaggio, mi segue durante gli allenamenti e nutre fiducia in me. Per me il mister è protagonista di un sogno: non avrei sperato di giocare già in Eccellenza».
Il pensiero va ai compagni di squadra: «Sono un 2004, annata che gioca nella categoria Allievi. Sono stato selezionato per giocare in prima squadra e sono stato fortunato perché in questi mesi potevo uscire di casa per allenarmi con un pallone tra i piedi, ovvero fare una delle cose che più mi piacciono. Dedico il mio gol a loro, che durante questi mesi sono stati costretti a stare chiusi in casa a causa del covid».
L’obiettivo è non fermarsi: «Spero di far parte a lungo di questo gruppo e migliorare sempre più dal punto di vista tattico e atletico».
Dice di lui mister Pietro Cristiani: «Marco è il mio primo cambio. Lo considero sempre come uno dei titolari. È un’arma importante, non ha paura di niente: pur essendo così giovane, sembra molto più grande della sua età. È una forza della natura: è pronto, capace, un’ottima risorsa, ha fame di vincere e voglia di dimostrare tutto il suo valore. Presto toccherà anche a Barbera, Di Biagio e Quilici: sono tutti ragazzi giovani che non hanno paura di confrontarsi con i più grandi, non si tirano indietro e, se ancora non hanno acquisito grande rapidità nel leggere la partita, compensano con la generosità, il coraggio e la determinazione». —
Michele Citarella
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